A Marradi richieste le spoglie del poeta Dino Campana: «Che tornino alla sua città natale»

«Che le spoglie di Dino Campana siano custodite a Marradi». Questa in sintesi la richiesta avanzata dal sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, alla sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, e al vescovo di Firenze, Gherardo Gambelli, per rivendicare i resti di Dino Campana: «Per un ritorno nel paese natale di uno dei maggiori poeti italiani del Novecento».

La vibrante e accorata lettera è stata firmata anche dal presidente della Fondazione Marradi Cultura, Riccardo Nencini, e dal presidente del Centro Studi Campaniani, Walter Scarpi. Tra le motivazioni addotte vi è il rischio che «la permanenza della tomba nel luogo legato alla morte del poeta e alla sua degenza nell’ospedale psichiatrico di Castelpulci perpetui involontariamente un’identificazione costante con la sua malattia, riconducendo uno dei più grandi poeti del Novecento negli spazi angusti della sua patologia».

L’iniziativa, spiegano nello specifico i promotori della richiesta, «non vuole aprire una controversia contro Scandicci, a cui si riconosce «la cura e il valore della memoria finora custodita», ma «un atto di giustizia culturale, perché restituire centralità alla sua opera e alla sua identità, libera la sua memoria dallo stigma della condizione clinica: più che alla storia della psichiatria, Dino Campana appartiene alla storia della poesia».

Dino Campana si spense a 46 anni, il 1° marzo 1932, nell’ospedale psichiatrico di Castelpulci a causa di un’infezione.

All’epoca, la famiglia non poté reclamarne il corpo, che fu sepolto nel cimitero di San Colombano a Badia a Settimo (Scandicci) per poi essere traslato nel 1946 all’interno della chiesa locale, dove tuttora riposa.

«Durante il secondo conflitto mondiale – riporta un passaggio della lettera fatta recapitare - Marradi fu devasta da bombardamenti ed eccidi, tanto che la comunità locale fu afflitta da preoccupazioni ben più urgenti dal rivendicare le spoglie dell’illustre concittadino. Mentre ora, dopo quasi un secolo, i tempi paiono maturi, o perlomeno che possa essere avviato un confronto sereno e condiviso».

Marradi è il luogo che vide Campana nascere e crescere, e in cui, nel 1914, prese vita la straordinaria vicenda editoriale dei “Canti Orfici”, stampati grazie a una colletta di 44 residenti.

«Qui – afferma ancora il sindaco Tommaso Triberti – se ne conserva la memoria attraverso il Centro Studi Campaniani, perciò la restituzione delle spoglie avrebbe un significato profondo».

Il desiderio è di accogliere i resti appena fuori dai cancelli del cimitero locale dove dal 1982 vi è un cenotafio pronto a diventare una tomba immersa in quel panorama che Campana amò e cantò.

In un’ottica di felice riscontro alle richieste, si darebbe inoltre la possibilità a visitatori ed estimatori di rendere completo omaggio al poeta in un unico luogo che comprende anche la casa di Campana , recentemente acquisita al patrimonio pubblico.

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