“Ho voluto la bicicletta”: Davide Cassani e una vita da curioso dello sport

Nella vita bisogna sapersi adattare. Con il Mondiale 2015, mi resi conto che tutto ciò che avevo
imparato da corridore doveva essere rimodellato, rivisto e rivalutato, altrimenti sarei stato un ct
fuori dai tempi e assolutamente non all’altezza
“.

E’ uno dei tanti passaggi significativi del libro biografico del faentino Davide Cassani dal titolo “Ho voluto la bicicletta – Come il ciclismo mi ha insegnato a vivere” scritto insieme ai giornalisti Alessandra Giardini e Giorgio Burreddu. Un libro (Rizzoli editore, 18 euro, 228 pagine) che ripercorre la vicenda umana e sportiva del 61enne Cassani, ex ciclista professionista, dirigente e commentatore sportivo fino al passaggio dal 2014 al 2021 al ruolo di ct della Nazionale di ciclismo.

Come una tappa di montagna, ogni percorso di vita è un alternarsi di salite e discese, momenti durissimi e poi sollievo, castigo e misericordia. Il ciclismo è del resto un poderoso esercizio
del corpo che, oltre alla forza muscolare, necessita di formidabili energie mentali.
In questo libro Davide Cassani parte dal punto più amaro della propria lunga carriera – quando, appena esautorato dal ruolo di ct della Nazionale, si trovò da solo sul divano di casa a gioire
per la conquista dell’oro nella gara su pista a Tokyo 2021 – per scandagliare, a una a una, tutte le risorse interiori che la bicicletta, sempre fortemente “voluta”, gli ha permesso di sviluppare negli anni. L’ingrediente di base è la passione, sbocciata già nel ’68, quando il babbo lo portò a vedere Gimondi al Mondiale. Ma non basta. Poi occorre decidere chi sei («gregario, lo avevo capito quasi subito»), saper scegliere gli obiettivi (vedi Nibali nel 2016: Giro, Tour o Olimpiade?) e soprattutto imparare a rialzarsi anche dopo le peggiori cadute, come quella di Bettiol a Tokyo. Per farlo servono sia fiducia all’interno della squadra (Martini ne aveva in Cassani, come Cassani in Trentin), sia tante altre doti individuali: lucidità, senso della sfida, studio. E poi la spinta (forse) maggiore viene dall’attitudine a sorprendere tutti come Colbrelli alla Roubaix, ad azzerare per cominciare una nuova vita. Cassani, di vite, ne ha già vissute almeno tre: corridore, commentatore, ct. E non stupisce che si stia profilando la quarta…

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