Hera, innovazione e investimenti come chiavi dello sviluppo

L’economia circolare, come solida base per affrontare la sfida contro i cambiamenti climatici, spesso è associata solo al campo dei rifiuti; in realtà è trasversale a ogni ambito e riguarda anche un uso virtuoso ed efficiente dell’acqua e dell’energia. Il Gruppo Hera è tra le realtà che persegue strategie industriali improntate alla sostenibilità, seguendo le quali ogni filiera si prefissa specifici obiettivi. Grazie ai continui investimenti nell’innovazione, a una dotazione impiantistica d’eccellenza e a competenze consolidate, la multiutility si impegna quotidianamente per una migliore gestione delle risorse, massimizzandone il riutilizzo.

Impianti di riuso e recupero

Il Gruppo Hera, tra le principali multiutility italiane al servizio di circa 5 milioni di cittadini, con la sua società Herambiente è leader in Italia nel settore ambiente e, grazie a una novantina di impianti all’avanguardia in grado di trattare qualsiasi tipologia di rifiuti, fornisce ai propri clienti anche proposte in chiave di economia circolare, coniugando qualità ed efficienza. L’obiettivo è offrire soluzioni sostenibili e innovative nella gestione dei rifiuti, grazie a un sistema integrato che punta al massimo recupero e alla riduzione dell’impatto ambientale, nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e normativi.

Recupero della materia: l’eccellenza di aliplast

Prima e unica multiutility italiana ad aver sottoscritto il “New Plastics Economy Global Commitment” della Fondazione Ellen MacArthur (uno dei più grandi enti operanti nel settore dell’economia circolare e della sostenibilità), il Gruppo Hera detiene una posizione di leadership nel riciclo della plastica attraverso la controllata Aliplast, che conta diversi stabilimenti in Italia e filiali all’estero e produce ogni anno oltre 90.000 tonnellate di plastica riciclata. Prima in Italia, ha messo a punto un processo unico nel suo genere (denominato Closed Loop) per il recupero e il riciclo di materiali plastici. Si tratta di un’attività circolare: il rifiuto viene raccolto presso l’azienda-cliente e trasportato in uno dei centri di lavorazione Aliplast, dove viene pulito, triturato e rigenerato consentendo di ottenere un prodotto finito di qualità pari alla plastica vergine, che può essere successivamente riutilizzato dallo stesso cliente. Per avere un’idea dei benefici ambientali ottenuti grazie al riciclo, basta confrontare i valori che derivano dai processi produttivi della plastica vergine e della plastica riciclata. Nel caso del granulo di Pet, materiale che serve a confezionare anche contenitori per cibi e bevande, il paragone è esaustivo: il rilascio di CO2 nell’ambiente per ottenere un 1 kg di prodotto riciclato è un terzo rispetto al prodotto vergine. Se guardiamo i dati relativi alla produzione del granulo r-Pet del solo stabilimento di Ospedaletto di Istrana, dove si trova la sede centrale dell’azienda, scopriamo che il risparmio si quantifica in oltre 21.000 tonnellate di CO2 all’anno, che equivalgono a circa 1 milione di km percorsi da un aereo di linea con 150 persone a bordo. Il dato è ancora più significativo se si considera che quella del Pet è solo una parte della produzione di Aliplast, che comprende anche granuli Peld, lastre rigide r-Pet e film flessibili, tutti realizzati con materiale plastico di recupero. Aliplast in futuro sarà in grado di riciclare anche le cosiddette plastiche rigide, grazie anche alla realizzazione, in Emilia-Romagna, di un’innovativa struttura in partnership con NextChem, società del gruppo Maire Tecnimont. Il nuovo impianto consentirà, quindi, di rendere sostenibili anche settori come l’industria informatica e l’elettronica di consumo. Proprio grazie ad Aliplast, il Gruppo Hera punta a incrementare del 150% i quantitativi di plastica riciclata al 2030 (rispetto al 2017).

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