Hera al primo posto nell’Integrated Governance Index 2021

Hera è prima tra le aziende italiane per l’integrazione piena e consapevole delle politiche di sostenibilità nelle proprie strategie di business. Lo attesta l’Integrated Governance Index 2021 – presentato oggi alla Esg Business Conference – un autorevole modello di analisi dei fattori ESG, ovvero degli aspetti di natura sociale, ambientale e di governance, nelle attività d’impresa.

Oltre a guidare la classifica generale, la multiutility spicca inoltre in due ulteriori graduatorie dedicate. Per il quarto anno consecutivo, Hera sale infatti sul gradino più alto del podio nella finanza sostenibile, che analizza i legami tra azienda e investitori responsabili, e si classifica al secondo posto nell’area di indagine straordinaria 2021 sulla ESG Identity, ovvero sulla capacità dell’azienda di valorizzare la propria identità sostenibile, anche in relazione al coinvolgimento dei propri stakeholder, a partire da clienti e fornitori.

“Questo riconoscimento – afferma il Presidente Esecutivo del Gruppo Hera Tomaso Tommasi di Vignano – certifica, una volta di più, la bontà della direzione intrapresa fin dalla nostra nascita. La sostenibilità è infatti pienamente integrata e trasversale alle nostre attività, e rappresenta un asset strategico a tutti gli effetti. Come esplicitato anche nel nostro Statuto, alla crescita di Hera si accompagna la generazione di valore condiviso per le comunità e i territori serviti, che rappresentano a loro volta elementi prioritari per definire le politiche finanziarie e di investimento”.

La sostenibilità al centro delle strategie della multiutility

Per il Gruppo Hera risultati economici in crescita ininterrotta si sposano con un’attenzione sempre maggiore alla sostenibilità. Nel 2016, la multiutility ha introdotto infatti la rendicontazione a valore condiviso, ovvero di quelle attività di business che, oltre a generare margini, rispondono ai driver per una crescita sostenibile definiti dall’Agenda ONU 2030 e, più in generale, dalle varie politiche nazionali e internazionali. Nel 2020 il MOL a valore condiviso è salito a 420,0 milioni di euro (+7,2%), pari al 37,4% del MOL complessivo, un risultato in linea con la traiettoria segnata dal Piano industriale, che proietta al 2024 questo valore al 50% del totale.

La centralità della creazione di valore condiviso è testimoniata anche dall’introduzione – tra le prime aziende in Italia – del concetto di “Scopo” nello Statuto Sociale. L’Assemblea dei Soci lo scorso aprile ha approvato infatti l’inserimento di un paragrafo per esplicitare il corporate purpose, ovvero gli obiettivi che la multiutility si prefigge di raggiungere nello svolgimento dell’attività di impresa, e ribadire così il proprio impegno per la sostenibilità. Lo Statuto così aggiornato – in linea con il nuovo Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana e le best practice a livello di disciplina europea – consente al Gruppo di rafforzare ulteriormente l’impegno nella transizione energetica e nell’economia circolare.

Infine, per quel che concerne la finanza sostenibile, in linea con un interesse crescente da parte degli investitori ai fattori ESG, Hera ha saputo muoversi per tempo, dotandosi di modelli innovativi che le hanno permesso di avere un ruolo pionieristico nel settore. È stata infatti la prima azienda in Italia a lanciare un green bond già nel 2014, seguito da una seconda emissione nel 2019. Tre anni fa, inoltre, è stata lanciata la prima linea di credito revolving sostenibile, introducendo un meccanismo premiante legato al raggiungimento di specifici obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG). Tra questi, ad esempio, l’ulteriore riduzione dell’impronta di carbonio dalla produzione di energia, il raggiungimento di nuovi target di efficienza energetica, il miglioramento della raccolta differenziata.

L’Integrated Governance Index

L’Integrated Governance Index è l’unico modello di analisi quantitativa del grado di integrazione dei fattori ESG nelle strategie aziendali. Sviluppato da ETicaNews, con il supporto scientifico e legale di associazioni e advisor specializzati, è arrivato alla sesta edizione. Sempre più, l’indice si profila come un indicatore della ESG Identity dell’azienda. Quest’anno, IGI ha invitato a partecipare le prime 100 aziende italiane quotate, le imprese che pubblicano la dichiarazione non finanziaria, e le prime 50 aziende non quotate, e ha raggiunto il record di aziende analizzate. L’indice copre ormai il 60% delle società del Ftse Mib e il 50% delle prime 100 società quotate italiane.

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