Per il giorno delle aperture straordinarie, uno dei più attesi dell’anno, il popolo delle t-shirt “della felicità” invadeva la via Emilia dalle prime luci dell’alba e il torpedone che partiva dal quartier generale di Happiness in via Crimea arrivava al semaforo dello stadio del Baseball. Ore e ore sotto il sole o la pioggia per accaparrarsi una delle magliette indossate dalle star. Istantanee di un vero e proprio miracolo all’italiana, o meglio alla romagnola, figlio dell’intuizione di due compagni di banco universitario a Los Angeles che nel 2006, nel bel mezzo della crisi planetaria, iniziarono a vendere t-shirt griffate a 10 dollari ai compagni di studi e nel giro di qualche mese trasformarono quello che sembrava un gioco in un colosso dell’abbigliamento ‘not ordinary’ sul mercato internazionale.

La creatura del santarcangiolese Michael Scarpellini e della neworchese Elman Hanza, poi diventati una coppia anche nella vita, scalò infatti il mondo dell’abbigliamento casual ramificandosi sempre più fra Los Angeles, New York, Rimini, Milano, Londra, Singapore, l’Australia e i vari continenti. Anni e anni di successi con una doppia mission ben precisa (“comunicare la felicità attraverso la moda”, ma anche “sposare giuste cause utilizzando la t-shirt a mo’ di pagina di un quotidiano”), interrotti bruscamente a inizio 2020 da una notizia choc: la società ‘Piccoli e grandi’ che vedeva alla guida di Happiness insieme a Michael anche il padre Yuri l’11 febbraio veniva dichiarata fallita dal Tribunale di Rimini per i troppi debiti maturati con i creditori. Qualche giorno prima era stata respinta la proposta di concordato avanzata in estate e il giudice incaricato nominò contestualmente curatore fallimentare Ugo Morganti.

Commercialista che ha traguardato il noto marchio oltre la prima fase di emergenza Covid con un esercizio provvisorio che non ha mai interrotto l’attività e ora che ha già impostato il 2021 mette all’asta l’intera azienda: non solo i marchi ma anche gli immobili, le attrezzature, i negozi e qualche proprietà. «Con un accordo sindacale che garantisce la riassunzione dei 22 dipendenti con le medesime qualifiche, mansioni, anzianità convenzionali, livelli di retribuzione e netti busta paga con le tutele del rito ante legge Fornero in caso di licenziamento» rivela il noto commercialista, che ha stabilito una base d’asta di 872.824 euro e fissato la stessa per il 22 dicembre alle 9.30. Alla vigilia di un Natale che potrebbe segnare il rilancio del noto brand.

«C’è grande interesse ad andare avanti, soprattutto nei confronti del marchio» prosegue Morganti, spiegando: «Happiness è in mano alla curatela dal 10 febbraio e grazie all’esercizio provvisorio abbiamo realizzato e venduto la stagione primavera-estate e autunno-inverno 2020 e in questi giorni stiamo producendo quella primavera-estate 2021 e il catalogo per l’autunno-inverno 2021. L’aggiudicatario si troverà così in mano un’azienda operativa e non dovrà ripartire da capo con la produzione perdendo un anno».

All’asta anche i cinque negozi

Quali sono i beni facenti parte del compendio aziendale messi in vendita dal fallimento? Si va dai beni strumentali all’esercizio dell’attività costituiti da attrezzature per la stampa serigrafica, computer e altre macchine elettroniche da ufficio a mobili e arredi, una Toyota Prius, un Fiat Ducato, rimanenze di magazzino (materie prime, semilavorati e prodotti finiti in continuo riassortimento stimati “a corpo”), una parte del fabbricato di via Crimea, l’avviamento, le licenze e i marchi Happiness e suoi affini incluso il sito di commercio elettronico www.shophappiness.com, i vari domini registrati lui collegati e tutti i servizi connessi, l’elenco dei clienti, il database storico dei modelli. Per poi proseguire con i detti contratti di lavoro dei 22 dipendenti e i contratti di locazione e di affitto di azienda dei cinque punti vendita aperti al pubblico a Rimini, Santarcangelo, Riccione, Cervia Forte dei Marmi.

Offerte online e in busta chiusa

La vendita sarà eseguita con procedura sincrona mista, cioè con offerte sia digitali che analogiche ed è previsto che siano precedute dal versamento di una cauzione pari a un decimo del prezzo offerto che sarà restituito in caso di mancata aggiudicazione. Tutte le offerte dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12 del 21 dicembre: quelle telematiche dovranno essere inviate all’indirizzo Pec del Ministero offertapvp.dgsia@giustiziacert.it sul modulo precompilato scaricabile dallo stesso, quelle ‘manuali’ dovranno essere consegnate in busta chiusa al notaio. L’asta si svolgerà poi martedì 22 dicembre dalle 9.30 sul sito www.venditegiudiziarieitalia.it e avrà una durata di cinque minuti salvo la presentazione di ulteriori offerte. Il rilancio minimo è fissato in 20.000 euro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *