Guida Michelin, conferme ma nessuna sorpresa

Per la Guida Michelin 2022 in Emilia-Romagna è calma piatta. Confermati tutti gli 11 “tre stelle” dell’anno prima (fra cui in Emilia-Romagna resta sempre la sola Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena e nelle vicine Marche Mauro Uliassi a Senigallia), fra le ben 35 nuove prime stelle, le grandi assenti sono infatti le donne (unica in un esercito di chef maschi la giovanissima Solaika Marrocco del Primo restaurant di Lecce, insignita anche del riconoscimento chef giovane), e diverse regioni che non fossero a sud o a est. L’ Emilia-Romagna è fra queste. È vero, nessuna nuova buona nuova, come si suol dire, e vale soprattutto se ci si riferisce all’anno orribile per la ristorazione segnato dalla pandemia. In effetti già che nulla venga a mancare potrebbe essere di per sè una ottima notizia. Insomma, di stelle non se ne sono spente in Romagna, ma nemmeno se ne sono accese di nuove, del resto non è che di rumors se ne fossero rincorsi prima della noiosetta “revelation” di martedì. E dunque per “la rossa” dalla Food valley al mare in pratica tutto tace. Nemmeno fra i 20 nuovi “Bib gourmand”, l’omino goloso che si lecca i baffi e che comunque costituisce un riconoscimento, ce n’è uno nuovo in Emilia-Romagna, la quale resta comunque la regione con più referenze: 35. Se si vuole rilevare un “nuovo ingresso romagnolo” bisogna spostarsi… a Roma, dove il masterchef santarcangiolese Valerio Braschi entra nel volume con una segnalazione per il suo ristorante 1978.

Status quo stellato

Comunque, i romagnoli tirano un sospiro di sollievo e sulle rispettive pagine social ringraziano. Qualcuno ha ottenuto anche recensioni bene articolate e promettenti quelli che almeno una stella, qualcuno anche due, l’hanno conquistata per un altro anno lavorano con serenità magari puntando sempre più in alto. Quindi, con due stelle ci sono sempre due romagnoli: il San Domenico di Imola, che l’anno scorso ha traguardato i 50 anni, e Max Mascia esulta: «È un risultato che premia davvero il lavoro di una Squadra che non si tira mai indietro che non si risparmia mai, che mi ha sostenuto in un anno duro e che mi ha aiutato e mi sta aiutando a proseguire con forza e determinazione! Sento il dovere di dire grazie ad ognuno di loro ma non sarei io se mi accontentassi quindi testa bassa e avanti così!». Poi Alberto Faccani e il suo Magnolia a Cesenatico che di stelle ne ha due, e le conserva, dal 2017. Sono state tutte confermate le stelle ai riminesi Abocar di Mariano Guardianelli, Guido dei fratelli Raschi (stellato dal 2008) e Il Piastrino di Riccardo Agostini che dedica il blasone «all’intera famiglia del Piastrino e ovviamente a Pennabilli. Il luogo da cui tutto è partito e in cui tutto torna». Conferme anche per La Buca di Cesenatico e le new entry degli ultimi due anni passati: DaGorini a San Piero in Bagno che a sua volta ringrazia il proprio staff: «dal 2020, sempre una grande emozione! Grazie a tutto il team, che ogni anno rende possibile tutto questo!» , come fanno anche Giuseppe Gasperoni per L’Osteria del Povero Diavolo a Torriana, nonché Luigi Sartini del Righi di San Marino.

Per poter sfogliare la guida in cartaceo occorre attendere il 3 dicembre prossimo, giorno per l’uscita. Nel frattempo è possibile scaricare la ben fatta app Michelin Ristoranti che è gratuita e contiene già tutte le novità.

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