Guerra in Ucraina, una sola voce per la pace a Imola

IMOLA. Le raffiche di freddo gelido e la pioggia che si sono abbattute all’improvviso su Imola, poco prima dell’appuntamento in piazza Matteotti per la fiaccolata contro la guerra in Ucraina, non hanno scoraggiato le circa duecento persone che si sono strette sotto l’orologio e i portici per pregare o aderire laicamente alla chiamata fatta dalla Diocesi. Sotto al municipio sventolavano le bandiere azzurro e giallo dell’Ucraina portate dalla comunità che a Imola abita. Ci sono tante donne, come Rosa, che là dove sparano, al confine con la Polonia, ha due figlie con bambini piccoli che stanno cercando di uscire, mentre i loro uomini non possono lasciare il paese. O come Anna che in Ucraina era stata solo a dicembre e racconta di come solo due mesi fa la guerra non sembrasse così vicina. Ci sono i bambini ucraini che vivono a Imola portati dai loro genitori che prendono la parola sul palco e chiedono di «difendere la memoria perché la storia non si ripeta».

Da Imola si è alzata una sola preghiera di pace, mentre all’unisono suonavano le campane di tutte le chiese della città, accompagnata dai canti del coro gospel dei ragazzi di San Giacomo e dalle preghiere del vescovo Giovanni Mosciatti, dai padri Vasyl, Marius e Francis rispettivamente delle chiese greco ortodossa, ortodosse e anglicana. «Grazie che ci consolate – ha detto il don ucraino Vasyl Romaniuk –. Grazie a tutte le persone non indifferenti che sono qui e che oggi si sono unite in tutto il mondo per dire no alla guerra. Ci ha scritto una suora ucraina, suor Antonia, per dirci che anche se là nessuno si sente al sicuro oggi, lei ha buona memoria e sa che Dio già tante volte ha dimostrato di proteggere i deboli dai prepotenti». Padre Francis ha invitato «ad aprire la bocca, a fare uscire la preghiera a indirizzarla fin dove serve». Tutti uniti nella stesso desiderio di pace rivolto al mondo, e nella volontà di unirsi a una richiesta globale, come ha detto il sindaco di Imola Marco Panieri: «Chiediamo che la comunità internazionale faccia propria la richiesta di porre fine a un conflitto sconsiderato e inaccettabile che viola i diritti democratici di un popolo». Il vescovo Mosciatti ha invitato i fedeli imolesi a un giorno di digiuno e preghiera mercoledì prossimo, giorno delle ceneri.
Nel tardo pomeriggio avevano partecipato alla manifestazione in piazza Maggiore a Bologna, indossando la fascia tricolore, i sindaci di Castel San Pietro Fausto Tinti, Gabriele Meluzzi di Fontanelice, Matteo Montanari di Medicina, Claudio Franceschi di Castel Guelfo. Oggi alle 11 in piazza Caduti per la Libertà ci sarà anche il presidio del comitato Pace e diritti.

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