Guerra in Ucraina, l’allarme da Forlì: “I nostri familiari sottoterra per scampare alle bombe”

Nataliia Satur, 39 anni, vive a Forlì da 9 anni cioè da quando ha lasciato l’Ucraina per raggiungere il marito che si era già trasferito in Italia per lavorare alla Caviro. Lei è medico, hanno due figlie e a Forlì hanno trovato l’ambiente giusto per la famiglia. Ma il loro cuore in questo momento è in Ucraina dove altri familiari da ieri sentono bombe e spari e sono costretti a restare nascosti.

«Forlì ormai è la mia città, è la prima che ho scelto e dove sono rimasta, qui posso esercitare la professione di medico, lavoro a Forlì e a Cesena come guardia medica e Usca. In questi giorni la paura e la preoccupazione è tanta, mio suocero e la zia di mio marito abitano a Mariupol, a circa 300 km da Kiev, è una città vicina al confine con la Russi dove la situazione è critica da sette anni e ora sparano e bombardano anche lì. I parenti di mio marito non sono riusciti ad andare via, li hanno fermati per impedirglielo, ci sono pattuglie dappertutto. Adesso stanno in una cantina sottoterra, non possono lavorare e le scuole sono chiuse. Sentono spesso sparare, sono spaventati, hanno provato a prendere la macchina per andare via ma è impossibile. Mio marito è molto scosso – racconta Nataliia – ieri è tornato dal lavoro perchè non riusciva a concentrarsi e a lavorare. In Ucraina e anche a Mariupol la situazione è davvero grave e cambia in continuazione. La mia primogenita che ora ha 14 anni è nata in Ucraina, ma negli ultimi anni non ci siamo mai andati perchè non era sicuro. La piccola invece è nata in Italia e ha quasi 9 anni. Prima che la situazione precipitasse per fortuna mia mamma è venuta in Italia, perchè era in ferie e ora è al sicuro. La mia famiglia abita in una zona più vicina alla Polonia, meno critica di Mariupol. Cerchiamo di restare in contatto con mio suocero e con la zia di mio marito, non sappiamo come finirà questa situazione e siamo molto preoccupati. Oltre a non potersi spostare hanno difficoltà anche a fare acquisti, riescono a fare la spesa solo con soldi in contanti, sono inutilizzabili bancomat e carte di credito. Quando escono per prendere beni di prima necessità ci sono lunghe file dappertutto. Non possiamo neanche mandare loro dei soldi, da qui è impossibile aiutarli, hanno anche una bambina di 8 anni da accudire, è la nipote di mio marito».

La speranza per Nataliia e per tutti gli ucraini in questo momento e che la guerra finisca il prima possibile. «Personalmente ho poca fiducia nelle trattative, nella zona dove abita mio suocero c’erano già problemi evidenti da anni, Putin è molto potente, l’unica speranza è che il resto del mondo riesca a fermarlo. Noi a Forlì stiamo bene ma il nostro pensiero in questo momento è ovviamente in Ucraina e penso anche ai miei colleghi medici: in Ucraina sono obbligati a servire lo Stato in caso di guerra, sono come soldati».

Stop alla guerra. Cgil, Cisl e Uil insieme al Centro per la pace Annalena Tonelli e a 43 associazioni del territorio condannano fermamente l’aggressione militare russa e organizzano una manifestazione davanti alla prefettura per chiedere lo stop immediato delle ostilità. L’appuntamento è in Piazza Ordelaffi alle 18 di fronte alla Prefettura di Forlì–Cesena. «Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo ed ai lavoratori e lavoratrici dell’Ucraina – affermano gli organizzatori – e chiediamo di attivare urgentemente tutti i canali della politica e della diplomazia, in sede europea ed in sede Onu. Manifestiamo perché la pace ed il ripudio delle guerre siano la priorità dell’agenda politica italiana, europea e mondiale. Perché la Pace sia costruita con investimenti economici, nelle persone e nelle istituzioni sperimentando alternative concrete alle armi e alla guerra. Perché nessuno stato Europeo da solo può sostenere queste sfide. L’alternativa è una catastrofica guerra globale che devasterà l’Europa e non avrà vincitori. Questa è la richiesta che rivolgiamo all’Italia, all’Unione Europea, all’Onu e a tutti e a tutte i responsabili della politica internazionale».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui