Guerra in Ucraina, a 74 anni lascia Forlì e torna in patria col pulmino: “Vado a fare il partigiano”

Lacrime, abbracci e telefono sempre a portata di mano per rimanere in contatto e capire come evolve la situazione degli attacchi russi in Ucraina. Per la precisione a Vinnytsia, luogo in cui è tornato Anatoliy Balan, 74 anni. «Mio suocero era qui a Forlì, insieme alla moglie è arrivato nella città mercuriale per trascorrere un po’ di tempo con le figlie e i nipoti – racconta Massimo Viroli -. Poi mercoledì, nonostante vari tentativi, ha deciso di tornare a casa all’alba dell’attacco russo. E’ partito solo, ha preso il pulmino ed è riuscito a oltrepassare la frontiera».

Tornato a difendere il suo Paese

Sono ore di tensione e apprensione per i familiari dell’uomo che sono rimasti a Forlì. La situazione è drammatica, l’aeroporto di Vinnytsia è stato bombardato, la città solo nella giornata di ieri è stata bersagliata da due attacchi missilistici. Tante persone sono in fuga e con l’auto hanno provato a fuggire, mentre Balan è tornato per difendere il suo Paese. «Ha intenzione di fare il partigiano, personalmente mi ha detto che non lascerà mai la sua terra in mano a uno come Putin – prosegue il genero che nel raccontare la storia insieme alla moglie, l’abbraccia mentre il peso della preoccupazione sale -. Lo stesso presidente ucraino, Zelensky, ha dichiarato che chiunque se la sentisse di tenere in mano un fucile per difendere la Nazione poteva arruolarsi. Mio suocero non ha esitato un attimo. Proprio lui che è stato due volte deputato, ha aderito alla Rivoluzione Arancione e che è scampato al fuoco dei kalashnikov in due attentati. Tutto questo mi fa pensare, lui non è stato l’unico l’altro giorno a tornare in Ucraina. Ci sono state famiglie intere che conosciamo che sono rientrate a casa: non ho mai visto un popolo così unito e coraggioso, è da prendere come esempio».

“Situazione drammatica”


Passano le ore, i familiari attendono sue notizie, provano a convincerlo a rientrare ma lui dopo alcuni giorni e sotto assedio è ancora a Vinnytsia. «Per il momento la casa della famiglia di mia moglie non è danneggiata – conclude Viroli -, la notte i cittadini e mio suocero sono costretti a rifugiarsi nei bunker. La situazione è veramente drammatica. Molto presto spero di riuscire ad organizzarmi, vorrei poter fare qualcosa di concreto e sostenere la popolazione che in questo momento è seria difficoltà. L’intento è quello di inviare aiuti ai cittadini ucraini che, talvolta con bambini, si nascondono sotto terra, nelle metropolitane in condizioni terribili».

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