Guardalinee di San Piero ricordato dai figli con un Premio

Tra i sampierani che hanno ricoperto ruoli importanti nelle loro professioni va annoverato Ferruccio Salvetti, ricordato soprattutto per essere arrivato a collaborare, come guardalinee in serie A, con arbitri come Michelotti, Casarin ed Agnolin, solo per citarne alcuni. Per ricordarlo i figli Giandomenico, Alessandra, deceduta lo scorso anno, e Pierfrancesco hanno promosso un Premio a lui intitolato. Appena ragazzino, alla fine della guerra, i genitori lo mandano a Firenze, alla Madonnina del Grappa da Don Facibeni, come in quegli anni avvenne per tanti ragazzi d’Alto Savio, per continuare a studiare. Da allora la sua vita professionale e familiare si sviluppò in Toscana, dove con residenza a Sesto Fiorentino. Ma il legame con San Piero rimase fortissimo e ogni anno tornava al paese per un periodo di ferie. E saldo è anche il legame con San Piero e Bagno di Romagna che hanno i figli, e in particolare Pierfrancesco. Salvetti si diplomò e cominciò a lavorare come contabile fino a diventare responsabile dell’ufficio acquisti della multinazionale americana “Eli Lilly”. Quando andò in pensione, aprì con la moglie Maria Grazia uno studio di consulenza fiscale. Ma la sua passione era l’arbitraggio e ogni domenica si spostava da una parte all’altra d’Italia. Aveva cominciato a dirigere la squadra di calcio della Madonnina del Grappa e in quel modo conobbe Artemio Franchi, allora arbitro della sezione di Firenze, che lo avviò al mondo del fischietto. Franchi sarebbe poi diventato presidente Figc, presidente Uefa e vicepresidente Fifa. Dopo aver arbitrato fino alle massime categorie dilettanti, Salvetti intraprese la carriera di guardalinee (oggi si direbbe assistente arbitrale) e negli anni ’70 e nei primi anni ’80 collaborò coi grandi arbitri della serie A. Insignito dall’Associazione Arbitri della medaglia d’oro nel 2004, ricoprì incarichi dirigenziali nell’associazione ed era sempre presente a Sportilia, ad accogliere i colleghi per i ritiri precampionato. Sia nella vita personale che in quella professionale e associativa, viene ricordato per la passione e l’attaccamento con cui si dedicava ai suoi impegni ed anche per la sua discrezione, per il suo “protagonismo silenzioso”. È morto nel 2014, a 81 anni di età. I figli hanno organizzato il Premio Ferruccio Salvetti, non solo per ricordare la figura dell’uomo e dello sportivo, ma anche per offrire un riconoscimento a personaggi del calcio e dello sport per l’impegno e la passione profusi nella loro attività, cioè per i valori che hanno contraddistinto il percorso di vita del padre. La prima edizione, tenutasi nel giugno 2019 al Museo del Calcio a Coverciano, ha visto tra i premiati l’ex arbitro internazionale Paolo Casarin, l’allora vicepresidente Uefa Michele Uva, l’allora arbitro internazionale Gianluca Rocchi, l’ex arbitro internazionale Alberto Michelotti. Quest’anno si ripartirà.

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