Green work culture: sostenibilità a misura di dipendenti

Coinvolgere i dipendenti è uno dei pilastri su cui costruire il percorso di sostenibilità ambientale delle aziende. Nell’attività di impresa praticare quello che gli statunitensi chiamano il “performative enviromentalism” può diventare un valore strategico, può aiutare a fare squadra, creare obiettivi comuni, identità e spirito di appartenenza. Secondo uno studio condotto dalla National Environmental Education Foundation, 9 dipendenti su 10 sono più soddisfatti se coinvolti nelle iniziative “green” messe in campo dalla propria organizzazione. Naturalmente il coinvolgimento deve essere sincero e non imposto dall’alto. Non bisogna insomma replicare il modello della Coppa Cobram di fantozziana memoria. Non serve sguinzagliare “Ivan Il Terribile”, l’alano da guardia della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, ma è necessario spiegare e condividere gli obiettivi e creare passo dopo passo una cultura aziendale rispettosa dell’ambiente. Le attività messe in campo dalle aziende sono molte e diverse l’una dall’altra. C’è la promozione del “biking to work”, le sfide alimentari “plant based” all’insegna di cibi vegetali, la realizzazione degli spazi silenziosi per ridurre l’inquinamento acustico, le raccolte dei rifiuti nelle spiagge, nei parchi o nei luoghi pubblici, l’adozione di una strada o di un’area, magari insieme a enti o associazioni legate al territorio, per renderla pulita e presentabile.

La sensibilità in questo campo sta crescendo. Secondo il Green Skills Report 2022, tra il 2015 e il 2021, la quota di lavoratori rispettosi dell’ambiente nel mondo è cresciuta dal 9,6% al 13,3%. Inoltre i Millennial sono la generazione sostenibile per eccellenza (+13% come tasso di crescita annuale) e quasi la metà di loro è disposta ad accettare uno stipendio più basso per lavorare all’interno di un’impresa leader nella sostenibilità, secondo quanto emerge da un’analisi svolta su testate internazionali da Espresso Communication per Great Place To Work Italia.

Ma quali iniziative possono essere messe in campo dal responsabile welfare per favorire l’emergere di una vera green work culture? Si va dalle iniziative di mobilità ai piccoli gesti di cura della natura. La prima della lista, come svelato da TechRepublic.com, consiste nel fornire ai singoli lavoratori biciclette per effettuare gli spostamenti quotidiani (ma anche i monopattini elettrici stanno prendendo piede nelle strategie dei mobility manager). Questo riduce l’inquinamento e favorisce l’attività fisica. C’è poi l’attenzione verso le piante, una attività che può generare energie positive e migliorare la produttività. E ancora una dieta sana unita alla riduzione degli sprechi e dei consumi degli uffici, sfruttando le potenzialità offerte dal digitale. Poca carta, dunque, e tanto cloud. Un salto di qualità che va a incidere realmente sul benessere, sulla soddisfazione, sulla produttività e il coinvolgimento dei dipendenti, aiutando le aziende a rafforzarsi nei propri valori, accrescendo di conseguenza anche il fatturato.

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