Green pass, le richieste “No vax” più strane per avere la certificazione verde

Da chi chiede di potersi vedere validato il tampone tramite un messaggio WhatsApp sul telefono, a chi adduce strane allergie che impedirebbero di potersi vaccinare fino ad arrivare alla richiesta del favore di farsi certificare come vaccinato anche se di fatto non lo è. Queste sono solo alcune delle scuse che cittadini hanno rivolto ai propri medici di base nei giorni che hanno preceduto l’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass per entrare al lavoro. Sempre a detta dei medici invece, l’incremento delle richieste di certificazioni per malattia fatte a poche ore dall’introduzione dell’obbligo della certificazione sanitaria non sarebbe così pressante.

Soldi per certificazioni false

“Dal mio osservatorio quotidiano – conferma il medico di base, Sergio Gardelli – non ho notato questo incremento di richieste di certificazioni per malattia. O meglio, in questo periodo ne ho fatta qualcuna in più, ma a persone vaccinate e quindi non certo riferibili a strategie personali per bypassare vaccinazione o attestazione del Green pass. Per quanto riguarda invece richieste strane, e ovviamente rispedite al mittente – prosegue il dottore – ho avuto il caso di un paziente che mi avrebbe offerto soldi in cambio della certificazione dell’avvenuta vaccinazione che però non aveva fatto”.

Chiesti tamponi via telefono

“Pur non avendo riscontrato picchi di richieste strane o fuori dall’ordinaria gestione – spiega il referente sindacale dei medici di base, Angelo Conti – qualche caso lo abbiamo comunque registrato, se da una parte non abbiamo notato esigenze crescenti per avere certificati di malattia quello che invece ci risulta è che alcuni pazienti hanno acquistato il tampone privatamente e poi mandando un foto sul telefono del proprio medico curante ne richiedevano la validazione. Altri particolari “favori” richiesti ai medici erano quelle di poter certificare l’avvenuta vaccinazione senza averla fatta, ma stiamo parlando comunque di numeri molto bassi, almeno dal nostro osservatorio”.

Chi invece conferma di non aver registrato particolari crescite di richieste di malattia è Roberto Merli. Per il camice bianco “essendo in contatto con un gruppo di altri trenta colleghi – rimarca – non è emersa nessuna crescita. Abbiamo avuto, come credo tutti, sparute richieste particolari per ottenere esenzioni, come allergie o forme di intolleranza che però non rientravano nelle casistiche ammesse dalla normativa e per questo non sono state fatte”.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui