Forlì, Green pass: il mondo dello sport dice “sì”

Green pass e diffusione della variante Delta. Concetti e parole che disegnano lo scenario di instabilità e precarietà caratterizzato da un Covid-19 che non intende cedere il passo alla normalità con tanta facilità. E se l’”antidoto” rappresentato dal vaccino, insieme allo strumento allo studio del Governo per stabilirne l’obbligatorietà per accedere ai luoghi pubblici, scatenano reazioni discordanti nella politica e nelle Amministrazioni, il mondo dello sport e dei viaggi forlivese non si approccia al green pass con astio e reticenza. Anzi, per le palestre, a detta di Fabrizio Berto, titolare del centro sportivo Sport planet in via Anna Frank, «qualunque trovata per non dover chiudere ancora dopo le chiusure dell’ultimo anno e mezzo è la benvenuta». «Per noi palestre, d’altronde, – ragiona l’imprenditore dello sport – basterà integrare il green pass al certificato di “sana e robusta costituzione” che normalmente si chiede per l’iscrizione ai corsi». Non disdegna l’idea del certificato vaccinale nemmeno Renato Pasquali, general manager della Pallacanestro 2.015 Forlì, ma con i dati degli immunizzati alla mano ammette che il green pass «potrebbe essere un impedimento, più che un’agevolazione, alla frequentazione degli eventi sportivi». Per le agenzie di viaggio, invece, non è il certificato vaccinale a rappresentare un ostacolo alla prenotazione delle vacanze, «chi va all’estero in gran parte è già vaccinato», dicono da La trottola del centro commerciale Punta di ferro. A spaventare viaggiatori e vacanzieri, semmai, «è il timore di dover fare la quarantena al ritorno in Italia».

Ben venga

Schierato sul fronte del “sì” è Berto dello Sport planet, che accoglie positivamente l’ipotesi del green pass nella speranza che lo strumento si riveli utile a evitare future serrate. «Un’ennesima chiusura sarebbe la fine» dice caustico lo sportivo, ricordando però che saranno determinanti anche le modalità con l’esecutivo architetterà la disposizione normativa. «Se venisse effettivamente introdotto il green pass anche per le palestre, – sottolinea – anche se io non vorrei trovarmi a dover imporre ai miei clienti delle scelte come quella del vaccino, se sarà un modo per restare aperti, allora ben venga».

Renato Pasquali, general manager e celebre ex allenatore di basket, frena l’entusiasmo ricordando che «poco più del 30% degli italiani al momento ha completato il ciclo vaccinale». «La gente deve convincersi a fare il vaccino – dice il manager – e spero che a settembre i dati si siano capovolti, di modo che il green pass, invece che un impedimento diventi un’agevolazione per partecipare agli eventi sportivi».

 

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