Ravenna, grazie al teatro i monumenti Unesco “incantano” anche i non vedenti

Un gruppo affiatato, amalgamatosi con un’esperienza stupenda sulle Foreste Casentinesi. Che decide di passare dalla passione per la natura a quella per l’arte e la cultura. Una bella storia di amicizia, resa unica dalla caratteristica che interessa una larga parte di loro: sono non-vedenti. Si sono radunati in circa quaranta ieri a Ravenna. Organizzatore faentino e partecipanti da Forlì, Cesena, Torino, Roma, Bergamo e Brescia. Che hanno goduto ieri delle bellezze Unesco in centro città e oggi assisteranno al “Se questo è un uomo” messo in scena da Valter Malosti all’Alighieri, con descrizione audiovisiva resa possibile dal progetto Teatro No Limits.

Del resto il gruppo di amici si costituisce proprio attraverso il vettore dell’arte della rappresentazione. Il progetto “Escursioni teatrali”, organizzato dalla compagnia Teatro Zigaia, li aveva infatti portati sull’Appennino Tosco-Romagnolo: «Una bellissima opportunità – la descrive Valessio Chiarini, faentino e organizzatore della gita di questo weekend –. Dello Zigaia fanno parte vari amici, che mi coinvolsero in questo progetto che unisce laboratorio teatrale, tai-chi, trekking, musica e narrazioni. Dedicato soprattutto ai non vedenti, consente di vivere la natura e l’espressione creativa in una vita comunitaria, che dura tutto un weekend. Grazie al sostegno del Parco delle Foreste Casentinesi i costi sono anche contenuti e quindi ci si trova per tutta l’estate. Dall’autunno però questa possibilità non era più percorribile e avevamo voglia di reincontrarci».

Valessio quindi prende l’iniziativa e decide di dar vita, con il raccordo di whatsapp, a “Escursioni mondane”: «Si chiama così la nostra chat sul social – sorride –. In passato siamo stati a Cesena, anche in quel caso spinti da uno spettacolo teatrale a cui abbiamo associato la visita alla biblioteca Malatestiana. A Ravenna però abbiamo voluto passare una due giorni. E così abbiamo visitato la Classense, il Mausoleo di Teodorico, quello di Galla Placidia con San Vitale, il Battistero Neoniano».

Il tour ieri ha visto partecipare anche Daniele Perini, consigliere comunale e presidente di Amare Ravenna: «Un’iniziativa bellissima, sarebbe bello moltiplicarla. Il Covid infatti ha ridimensionato le occasioni di socialità e fruizione culturale per le persone diversamente abili – sottolinea Perini –. Questa due giorni invece è stata vitale e coinvolgente». Non fosse altro perché a seguire il gruppo c’era una guida d’eccezione. Ogni monumento veniva descritto dall’architetto e museologo bolognese Fabio Fornasari: «Il suo contatto ce l’ha fornito l’Unione italiana ciechi di Ravenna – conclude Chiarini –. L’esposizione delle bellezze ravennati era unita all’esperienza tattile di modellini, costruiti dallo stesso Fornasari, di gran parte dei luoghi visitati. Ciò che rende queste giornate uniche però è vivere tutto questo assieme».

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