Grazie a un guscio d’uovo scoperti i primi cambiamenti climatici

Grazie a un antico guscio d’uovo è stata trovata una nuova prova sugli estremi cambiamenti climatici dai primi antenati dell’uomo. È questo il risultato di una ricerca condotta dall’Università di Exeter che ha studiato gli isotopi e gli aminoacidi di alcuni frammenti di guscio d’uovo di struzzo trovati nel sito archeologico di Bundu Farm, nella Regione del Karoo superiore, in Sud Africa. Si tratta di uno dei pochissimi siti archeologici della zona datati da 250.000 a 350.000 anni fa, un periodo di tempo associato alla prima comparsa delle comunità di Homo sapiens. Questo nuovo lavoro supporta altre prove, trovate in ossa di animali fossili, secondo le quali le comunità della zona vivevano tra mandrie al pascolo di gnu, zebre, piccole antilopi, ippopotami, babbuini e specie estinte di Megalotragus priscus ed Equus capensis, e li cacciavano insieme ad altri carnivori come iene e leoni. Le prove ricavate dal guscio d’uovo testimoniano che 200.000 anni fa i climi più freschi e più umidi hanno lasciato il posto a un’aridità crescente. Un processo di cambiamento dei climi umidi e secchi che, secondo gli studiosi, è stato riconosciuto come motore del ricambio e dell’evoluzione delle specie. Ha infatti contribuito allo sviluppo dell’Homo sapiens.

Per arrivare a questi risultati, pubblicati sul South African Archaeological Bulletin, i ricercatori hanno macinato una piccola parte del guscio. La sua composizione ha permesso di ricostruire quale fosse la dieta degli animali e, di conseguenza, di scoprire dettagli importanti sull’habitat. Poiché le uova vengono deposte durante la stagione riproduttiva in una breve finestra temporale, le informazioni trovate nel guscio d’uovo di struzzo forniscono unimmagine dell’ambiente e del clima prevalenti in un preciso periodo di tempo.

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