Grano più caro: a Ravenna aumenti fino a 50 euro per tonnellata

RAVENNA – Per una tonnellata di grano tenero canadese, il più caro tra quelli esteri, si paga fino a 485 euro. Una settimana fa il dato era assestato a 440 euro e, allungando lo sguardo fino a metà febbraio, si era ancora a 433 euro per tonnellata. Nel giro di pochi giorni, dunque, il prezzo è salito di oltre 50 euro con un incremento dell’11,5%. L’aumento del frumento estero vale anche per quello più economico, ovvero quello comunitario che a febbraio costava 306 euro e oggi è arrivato a 344: 38 euro in più e una crescita del 12,41%.

A fornire i dati settimanali dell’andamento del grano e, più in generale, dei prodotti agricoli è la Camera di commercio. Il frumento di produzione nazionale per ora è meno soggetto a fluttuazioni: l’ultimo bollettino ne fissa il prezzo ad un massimo di 395 euro a tonnellata contro la quota di 381 a febbraio. I 18 euro in più si traducono in una crescita del 4,55%. I prezzi del grano prodotto in Italia sono quindi più bassi ma la produzione nazionale non è sufficiente per garantire le necessità legate alla filiera della pasta (per cui si usa il grano duro) e a quella delle farine destinate a pane e derivati (dalla macinazione del grano tenero). Oltretutto negli ultimi anni la percentuale di terreni italiani coltivati a frumento è stata in costante calo.

La situazione in Ucraina e Russia, rispettivamente terzo e primo paese esportatore di cereali al mondo, contribuisce naturalmente all’aumento dei prezzi visto che si riduce notevolmente l’offerta di grano sulle piazze mondiali. I problemi riguardano anche il settore zootecnico: il granoturco destinato agli animali è salito di venti euro a tonnellata, fino ad arrivare a 330 euro mentre il frumento per questa filiera costa ora 355 euro, 35 in più rispetto a febbraio.

L’aumento dei costi di energia elettrica e gas sta mettendo in ginocchio la struttura dei costi fissi delle imprese e quindi la sostenibilità economica di molti locali. In questo contesto, Confcommercio e Confesercenti Ravenna hanno raccolto l’esigenza dei pubblici esercizi di esprimere un grido di allarme, in attesa di conoscere quali saranno gli strumenti per contenere gli aumenti messi in campo dal governo. Domani, in occasione della giornata del risparmio energetico “M’illumino di meno” i pubblici esercizi possono aderire ad una declinazione locale della manifestazione denominata “A lume di candela”. I locali sono invitati a proporre una serata dedicata alla cena/aperitivo a lume di candela come forma di protesta per i rincari: finora hanno aderito il Mercato Coperto, l’osteria Al Boschetto, il Babaleus, la Ca’ Rossa, l’Hotel Classensis, La Campaza, La Gardela, la pizzeria Field e il Naïf. C’è ancora tempo per aderire: l’unico impegno che viene richiesto al locale è quello di spegnere le luci nelle sale aperte al pubblico.

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