Grandi spazi aperti e nessuna ressa: sarà l’anno della collina

Turismo di prossimità, tempo libero, scampagnate: potrebbe essere il momento della collina, dove è possibile una vita all’aria aperta più distanziata rispetto al mare: sentieri, parchi, agriturismi a bassa concentrazione di clienti, maggiori possibilità di ristorazione all’aperto, ampi spazi nel verde si rivelano più congeniali degli stabilimenti balneari al rispetto delle norme di sicurezza anti Covid-19.
Da domani si riparte e ristoranti, osterie, agriturismi della collina paiono in una posizione vantaggiosa proprio per le caratteristiche del territorio. Le restrittive regole sembrano di più facile applicazione. «Nelle linee guida pubblicate dalla Regione sono state accolte molte delle nostre proposte – afferma la Coldiretti di Ravenna – per garantire ai villeggianti una vacanza nella natura in totale sicurezza e agli operatori la ripresa dell’attività».
Si tratta di una svolta attesa dagli imprenditori agrituristici che per via della chiusura forzata hanno visto saltare sia il periodo pasquale che i ponti del 25 aprile e 1° maggio, con perdite ingenti nei bilanci. «Gli agriturismi – rimarca Coldiretti – sono situati in zone isolate, in strutture familiari con un numero contenuto di posti e con ampi spazi aperti: rappresentano, dopo questa lunga quarantena, il luogo migliore dove concedersi una vacanza rigenerante, totalmente green».
I protocolli regionali incentivano, come pure Terranostra, l’associazione che unisce le imprese agrituristiche, l’utilizzo delle aree esterne, perfette per ospitare agri-picnic per gustare le specialità dell’enogastronomia. Secondo Stefano Gardi – presidente provinciale di Terranostra – «la fase 2 vede gli agriturismi giocare un ruolo centrale, adatti a una villeggiatura di prossimità, in luoghi dove riscoprire la bellezza dei borghi, senza affollamenti e senza ansie, sostenendo un’economia del territorio a misura di famiglia rispettosa della natura e delle tradizioni rurali».
Ma non tutti gli imprenditori del settore saranno pronti già da domani: «Io aprirò a giugno – afferma Claudio Dalle Fabbriche dell’agriturismo B&B Ca’ di Mezzo in zona Baccagnano –: voglio capire bene, ci sono adeguamenti da fare: la piscina va controllata ogni due ore per esempio. Senza dubbio però la nostra offerta è più congeniale: meno luoghi in comune rispetto agli alberghi al mare, possibilità di fruire di spazi estesi. La stagione estiva sembra promettente: ho già ricevuto parecchie richieste. Mi hanno chiamato da Forlì, Cesena, Ravenna “veniamo da voi, non andiamo al mare” mi hanno detto».
Dagli agriturismi ai borghi come Brisighella, Riolo, Casola dove la ristorazione non deve vedersela con una viabilità su strade di grande traffico. «Per i tavoli fuori, l’Amministrazione ci viene incontro – dice Chiara Conti dell’Osteria della Fonte a Brisighella –: anche io comunque aprirò solo a metà della prossima settimana, mi sto attrezzando. Sta funzionando l’asporto, nei fine settimana un po’ si lavora: si fermano, chiedono panini, propongo crostate, prelevano e ripartono per passeggiate, si spalmano distanziati per il paese e i colli».

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