CERVIA. Il Grand hotel si riprende la terrazza con una concessione di 25mila euro all’anno. L’assegnazione del bene demaniale alla Spem – società capeggiata dal cervese Giancarlo Pari che si è aggiudicata lo storico albergo per 3 milioni e 373 mila euro –, consentirà ora il rilancio di questo simbolo identitario, parte del patrimonio culturale oltre che turistico della città. «L’assegnazione diretta al soggetto gestore del Gh, appare la sola soluzione percorribile – spiega una determina del Comune firmata dalla dirigente Daniela Poggiali –. Sarebbe infatti illogico tenere una gara il cui esito è scontato, perché vi potrebbe partecipare un solo operatore».

L’iter

La vicenda della terrazza, che comprende una veranda e i locali sottostanti, era pure finita in tribunale. Il precedente gestore dell’albergo, al quale il Comune aveva tolto la concessione intimando lo sgombero dei locali, si era infatti rivolto al Tar impugnando l’atto. Ma l’istanza cautelare della società Grand hotel Cervia è poi stata respinta e la vendita dell’immobile situato sul lungomare Deledda è stata perfezionata circa un anno fa. Attualmente il Grand hotel è chiuso e attende di essere completamente ristrutturato, ma questa svolta potrebbe accelerarne i tempi. La terrazza/veranda ne è infatti parte integrante, avendo nel tempo rappresentato un luogo di grande attrazione. Le cene e i gala al chiaro di luna, affacciati sulla spiaggia e accarezzati dalla brezza marina, fanno parte del mito vacanziero locale. Ma anche dell’immaginario collettivo, visto come tanti ancora ricordino quelle “memorabili serate”, quando l’albergatore Terenzio Medri e il maitre Giorgio Rocchi intrattenevano gli ospiti con il cibo e anche la parola.

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