CERVIA. La concessione dello stabilimento balneare del Grand hotel va all’asta per 4.804 euro all’anno, cui si aggiungono 240 euro quale imposta regionale. Il nuovo titolare dell’albergo Nicola Pari, dopo avere ottenuto direttamente dal Comune la gestione della terrazza – anch’essa situata su area demaniale –, dovrà quindi partecipare alla gara se vorrà fare con il bagno un corpo unico.
L’immobile con relativa spiaggia si trova infatti proprio di fronte allo storico hotel, e vi si può accedere direttamente dallo stesso. «Parteciperemo sicuramente al bando – annuncia Pari –, la spiaggia è un prosieguo dell’albergo e anche uno sbocco, ma dovevano darcelo a priori. In quanto ai lavori del nuovo Grand hotel, partiranno a breve: il progetto c’è già e siamo ai dettagli. Però il bando ci frena un po’, perché rischiamo di perdere un servizio che faceva parte del progetto stesso. In ogni caso l’estate passerà ancora con la struttura chiusa, mentre la gente continua a bivaccarci dentro. Abbiamo fretta, non si può tenere un immobile così».

Il Comune aveva dichiarato la decadenza della precedente concessione dello stabilimento balneare, rilasciata alla società Grand hotel, nel maggio del 2018. Intimando poi lo sgombero dei manufatti e procedendo alla presa coattiva dell’immobile e delle aree demaniali interessate. Ma la società ha impugnato il provvedimento davanti al Tar, dal quale è stato però respinto il ricorso, come pure il Consiglio di Stato ha respinto il conseguente appello. «L’Amministrazione mira a perseguire il più proficuo utilizzo delle aree demaniali adiacenti all’albergo – recita ora la determina firmata dalla dirigete Daniela Poggiali –, attraverso la riqualificazione e la valorizzazione dello stabilimento balneare e della spiaggia, mediante un progetto di gestione teso a promuovere la rinascita di uno degli stabilimenti storici della città».

La procedura sarà ad evidenza pubblica, per una «gestione di lungo periodo, con investimenti e interventi di miglioramento del compendio demaniale». Quanto al periodo di affidamento, dovrà risultare «congruo in relazione ai tempi necessari per l’ammortamento e la remunerazione degli investimenti sostenuti dal nuovo concessionario».
Massimo Previato

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