Gnassi: “Non accetto ricatti dalle correnti interne del Pd”

Non accetterà il gioco velenoso delle correnti interne al Pd. Il sindaco avverte quelli della sua maggioranza che hanno posto condizioni lungo la strada che porta alle elezioni di ottobre. In sintesi: ogni atto amministrativo deve essere sottoposto ai due candidati alle primarie del centro sinistra. Andrea Gnassi non ci sta: le lotte intestine non le accetta e se dovessero prevalere lo denuncerà apertamente. Prima delle correnti – ha dichiarato – vengono gli interessi dei cittadini.

Cosa succede

Emma Petitti e Jamil Sadegholvaad corrono per la poltrona di sindaco. A causa della pandemia le elezioni sono state rinviate a ottobre. Finora ogni tentativo di evitare il “bagno di sangue” alle primarie è andato a vuoto, nessuno dei due ha concesso il passo indietro e un possibile terzo nome non ha ottenuto il verde.

Ieri sera si è riunita la Direzione comunale del Pd per fare chiarezza una volta per tutte: o mediazione o primarie. Tutto sembra fare pendere il piatto della bilancia verso il “derby” del 13 giugno.

In questo clima poco idilliaco si inserisce il vertice di maggioranza di giovedì sera in cui il “petittiano” Juri Magrini ha detto in sintesi: d’ora in poi ogni atto dell’amministrazione deve essere vagliato e approvato dai candidati alle primarie. Apriti cielo.

L’ira di Gnassi

Prima della Direzione del Pd, il primo cittadino è tornato sulla riunione di maggioranza e non ha usato parole tenere. Tutt’altro. «L’incontro – ha detto – era stato sollecitato dai capigruppo consiliari per definire l’attività amministrativa fino al voto di ottobre. Ci sono partite da chiudere adesso, atti e delibere non certo figli dell’improvvisazione».

Ma? «Alcuni esponenti del gruppo del Pd hanno risposto così: l’attività si ferma ora, fatte salve alcune cose (quali? perché? chi le decide?) non si tocca nulla, si rimane fermi, immobili e visto che ci saranno probabilmente le primarie, le delibere che devono essere portate in consiglio vanno sottoposte preventivamente e per approvazione ai candidati. Se dicono sì, si va avanti, se dicono no, ci si ferma. Rimini e i bisogni dei cittadini per qualcuno (e solo qualcuno nella sinistra e nel Pd) non contano perché prima vengono le primarie del Pd».

“Mi vergogno”

Messo tutto sul tavolo, il sindaco pone il tema della regolarità. «Siamo ben oltre i confini dell’inopportunità, ho forti dubbi che una cosa del genere rientri nei limiti della liceità. Un’aberrazione istituzionale, comunque. Sono le istituzioni a venire prima di ogni cosa. Perché rispondono ai cittadini, tutti, mai solo a una parte, a un partito, a questo o quel candidato. O sono ostaggio delle lotte di correnti. Con questa intenzione di bloccare le istituzioni con la motivazione – non commentabile – di sondare preventivamente i candidati del Pd per avere un pollice alto o verso, nei fatti saremmo a una degenerazione che neanche il “mi vergogno” di Zingaretti basterebbe a definire».

“Io non mi fermo”

Giù in maggioranza Gnassi aveva detto che mai avrebbe accettato vincoli e limitazioni. «Farò semplicemente ciò che ogni sindaco e ancor più del Pd deve fare – avverte -. Farò il sindaco fino all’ultimo giorno del mandato, che è l’impegno preso da me e da tutto il consiglio comunale cinque anni fa con i cittadini di Rimini e davanti alla legge. Nei prossimi cinque mesi quindi porterò in consiglio comunale i progetti e le delibere utili allo sviluppo della comunità, della sanità, dell’economia. Atti, risorse e progetti che daranno più opportunità ai riminesi e all’amministrazione comunale che verrà. Qualunque essa sia. È un dovere. Atti, delibere, progetti di cui non taglierò il nastro, ma lo farà chi ci sarà per il bene di Rimini. Chiunque esso sia».

Resta il rischio di “sgambetti” e trappole seminate sul percorso amministrativo. «Se queste non dovessero passare per evidenti, lampanti ragioni legate alla guerra intestina per le prossime comunali, ne prenderò atto, ne trarrò le conseguenze e un secondo dopo lo spiegherò senza alcuna remora, pubblicamente e chiaramente alla città, senza tralasciare nulla. O ci sarà la responsabilità delle persone e delle forze in consiglio comunale che guardano a Rimini. O non farò subire ricatti a questa città. Prima di ogni cosa viene Rimini e solo Rimini. Già solo doverlo scrivere dimostra a che livello ormai siamo arrivati».

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