Gnassi: “Ho finito, studio inglese dopo 10 anni mi butto nella vita”

Ricorda l’indagine sul fallimento Aeradria come un dramma che ha travolto la famiglia. Se si parla di elezioni e primarie spiega di essere contrario a alle sfide fratricide e che il candidato sindaco deve essere uno che ha partecipato al progetto di città iniziato nel 2011. Il sindaco Andrea Gnassi ha parlato a ruota libera in occasione dell’intervista concessa a Ludovico Luongo per la trasmissione “Talk24” in onda ieri sera su TeleRomagna.

«Sono stato coinvolto in drammi» ha evidenziato il primo cittadino alludendo chiaramente all’indagine per il fallimento di Aeradria. «È durata dieci anni. Ho lasciato mio babbo, la mia famiglia con l’accusa di associazione a delinquere. È caduto tutto. Siamo ancora nel primo grado, sono cadute tutte le accuse, ma mi hanno bloccato i beni, la mia vita è stata sconvolta. Faccio la vittima? No. Dico però che qualcuno che oggi si ripresenta dicendo “cambiamo tutto”, nel 2016 diceva “no, Gnassi non va bene perché è un’anatra zoppa».

Primarie sì o no

Quando il ragionamento cade sulle primarie il sindaco si schiera fra quelli che le eviterebbero volentieri, preferendo una continuità amministrativa e quindi (senza citarlo) l’assessore della sua giunta, Jamil Sadegholvaad. «Ci vuole un candidato che è stato nelle assemblee popolari, che è stato nei processi che hanno trasformato la città».

Le primarie in piena emergenza sanitaria per Gnassi sono un rischio. «Siccome dalle parti anche del centro sinistra, del Pd, c’è qualcuno che dice “buttiamo via tutto, adesso si cambia”, sappia che fa un danno a se stesso».

Quello che sarà

Dopo dieci anni il quesito è sempre quello: cosa farà adesso Gnassi? Una strada può essere quella che porta alla presidenza della Fiera. «Io ho finito – ha assicurato – sto studiando inglese, mi butto nella vita. Enrico Letta è stato sei o sette anni fuori. Non ho niente da chiedere».

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