Gli uragani del Mediterraneo: finora la Romagna sembra salva

Anche il Mediterraneo ha i suoi uragani: sono i “Medicane”, termine che deriva dall’inglese “Mediterranean hurricanes”. Una ricerca ha notato come negli ultimi 10 anni hanno avuto effetti più intensi di quelli delle più forti mareggiate della stagione. Il lavoro è stato condotto dai ricercatori delle Università di Bari e Catania e da quelli dell’area marina protetta del Plemmirio di Siracusa. Si tratta di un fenomeno piuttosto raro e, ad ora, ha toccato molto poco il mare Adriatico settentrionale. Un Medicane che ha cercato di risalire questi tratti di costa è stato Caro, a settembre 2006 (che si è attestato in Puglia). Un altro, a novembre 2017, è stato Numa (erano i resti della tempesta tropicale Rina in Atlantico). La Romagna non è mai stata direttamente coinvolta, visto che le zone più flagellate sono state quelle della Sicilia e del Sud Italia, della Grecia e di Malta.

«Il Mediterraneo, seppur raramente, è uno dei bacini di formazione dei cicloni simil-tropicali, che possono talvolta intensificarsi fino a divenire uragani. Lo Ionio meridionale, in particolare, è un’area particolarmente attiva nella genesi di Medicane. Già nel 2014, quando abbiamo condotto una campagna di rilievi dopo il passaggio del Medicane Qendresa, ci siamo resi conto che l’evento meteomarino aveva espresso una forza particolarmente intensa» spiega il professor Giovanni Scicchitano dell’Università di Bari. «Da allora abbiamo selezionato delle aree particolarmente esposte delle coste siracusane, che abbiamo intensamente monitorato durante tutte le principali tempeste avvenute fino al 2019 – aggiunge Scicchitano, responsabile scientifico della ricerca – Quando la Sicilia sud-orientale nel settembre 2018 è stata interessata dal passaggio dell’uragano Zorbas, avevamo una rete di monitoraggio estesa che ci ha permesso non solo di verificare che gli effetti dei Medicane sono più intensi di quelli delle più forti mareggiate stagionali, ma anche di definire la possibile causa di questa diversità. L’inondazione che le forti mareggiate da tempesta, e soprattutto i Medicane, causano lungo le aree costiere viene generata dal contributo cumulativo delle onde che impattano, delle maree e di quello che è conosciuto come storm surge ovvero un importante e durevole sollevamento del livello del mare lungo il litorale, indotto dai venti e dalla bassa pressione».

Secondo quanto appurato, le aree inondate dagli uragani mediterranei, dettagliatamente mappate dai rilievi post-evento, erano più estese, anche dell’80%, di quelle invase a causa delle comuni tempeste stagionali.

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