RAVENNA. La quota di lavoratori stagionali che ancora non aveva visto riconoscersi alcun bonus o ammortizzatore sociale ha vinto la propria battaglia. Parliamo, per il Ravennate, di una cifra di molto superiore ai mille lavoratori. Sono giunte infatti le circolari Inps che attestano come il decreto Rilancio li abbia effettivamente compresi fra i beneficiari dei 600 euro, già versati alla maggioranza dei loro colleghi attraverso i provvedimenti governativi di marzo e aprile. Ma storture burocratiche avevano visto rigettare migliaia di domande da parte dell’Inps, che ora sottolinea che le richieste già effettuate saranno revisionate.

Sembra concludersi per il meglio la vicenda che nella nostra provincia aveva coinvolto oltre 400 lavoratori stagionali di Mirabilandia (quelli impiegati negli esercizi commerciali), almeno 150 bagnini di salvataggio e centinaia di impiegati nel settore ricettivo e ristorativo assunti con contratto a chiamata. Erano tutti stati esclusi dal bonus perché assunti da aziende con un codice Ateco che non veniva ricompreso dalla burocrazia fra quelli possibili beneficiari. Oppure, nel caso degli stagionali assunti con contratti intermittenti, non ricompresi perché “formalmente occupati”, benché non avessero lavorato una sola ora a causa del Covid.

Ed era per questi motivi che le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil avevano inviato una lettera, già nel 2 aprile scorso, al presidente dell’Inps Pasquale Tridico e alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. Missiva nella quale sottolineavano incongruenze date da «un’interpretazione fortemente discriminatoria, oltre che in violazione della parità di trattamento e contraria allo spirito della norma». Ora la circolare Inps va a precisare, infatti, come nel bonus siano compresi gli stagionali «anche al di fuori del comparto turismo e degli stabilimenti termali» e così anche i lavoratori intermittenti, quelli con un contratto occasionale e i lavoratori incaricati di vendite a domicilio. Un risultato subito rivendicato dalla ministra Catalfo: «Nelle scorse settimane, con un apposito Decreto a mia firma – scrive su Fb la titolare al dicastero del Lavoro – sono stati destinati a queste categorie 220 milioni di euro. Collegandosi al sito dell’Inps ed entrando nel servizio “Indennità 600 euro”, – spiega la stessa ministra – tutti questi lavoratori possono ora richiedere il bonus per i mesi di marzo, aprile e maggio, introdotto dal decreto Cura Italia e prorogato con il Decreto Rilancio. Fatta la domanda, i tre mesi verranno erogati loro in un’unica soluzione». Saldo che invece risulterebbe automatico per coloro che si erano visti la domanda rigettata, ma che l’avevano inoltrata. Come si legge nella circolare dell’Inps, infatti, «le domande respinte esclusivamente in ragione della non appartenenza del datore di lavoro ai settori del turismo e degli stabilimenti termali, verranno riesaminate d’ufficio. La categoria di lavoratori di cui sopra, pertanto, ai fini dell’accesso alle predette indennità, non dovrà presentare alcuna domanda in quanto verrà considerata utile quella già presentata».

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