Gli oscar in salsa romagnola: la “Top 5” della Serie B

Quattro finali promozioni, altrettante “belle”, con Chiusi, Bakery Piacenza, Fabriano e Nardò a festeggiare la conquista dell’A2. Il folle equilibrio del campionato cadetto ha dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, quanto sia difficile vincerlo e almeno ci si è risparmiati le “forche caudine” delle final four. Aumenta, inevitabilmente, il senso di incompiutezza per Rimini, piegato solo dal Covid e che contro Bakery e Livorno se la sarebbe giocata. Alla grandissima. Ecco allora la top 5 romagnola del 2020-2021, con scelte davvero difficili in tutti i ruoli, sono rimasti fuori, tanto per capire Ballabio (Faenza), Simoncelli e Crow (Rimini), Chiappelli (Cesena) e Filippini (Faenza), che formano un eccellente secondo quintetto.

Play Eugenio Rivali (RBR Rimini)

Il Genio ha illuminato la pallacanestro riminese praticamente come e quando ha voluto, dimostrando come con questa categoria abbia davvero poco a che spartire. Tutte sue le giocate decisive nelle volate punto a punto e, non a caso, l’assenza iniziale ha pesato negli stenti della Rbr. Le cifre finali recitano 11.3 punti, 3.8 rimbalzi e 5.6 assist di media.

Guardia: Filippo Testa (Rekico Faenza)

Giocatore solido e di categoria se ce n’è uno. Ha tenuto fede alle attese e con 12.5 punti a partita ha trascinato la Rekico ad una stagione con i fiocchi. In grado di coprire tutto il campo (3.2 rimbalzi, 1.6 recuperi e assist) e poco scialacquone (1.6 perse), ha forse chiuso un po’ in calando la serie contro Bernareggio (opaco nelle 3 sconfitte), ma Faenza ogni domenica sapeva di poter contare su di lui. Assicurazione sulla vita.

Ala: Simon Anumba (Rekico Faenza)

Il 24enne reggiano è definitivamente esploso sotto la sapiente gestione di coach Serra, che ne ha saputo frenare gli istinti, coltivare la selvaggia forza atletica e incanalare il talento verso la causa comune. I numeri (8.6 rimbalzi, 4.4 rimbalzi e 1.3 assist) cresceranno ancora la prossima stagione e l’ottima serie playoff contro una signor squadra come Bernareggio ne certifica l’avvenuta maturazione. Uno da non farsi scappare per Baccarini e soci.

Ala-pivot Giacomo Dell’Agnello (Tigers Cesena)

Nella stagione all’insegna degli alti e bassi dei Tigers, prima male poi benissimo poi malino, il figlio d’arte è risultato il più continuo dei suoi. Certo il carattere fumantino non sempre aiuta, però senza la sua costante iniezione di energia e voglia, probabilmente neppure il ritorno di Foschi sarebbe bastato ai Tigers per evitare i playout. Nella seconda fase 15.5 punti, 7.6 rimbalzi, 3 assist e 19.2 di valutazione medi. Giù il capello (male solo la mira storta da 3).

Centro: Marco Morara (Andrea Costa Imola)

I 22 punti in garatre ad Ozzano, contro i suoi ex tifosi che lo fischiavano, sono il manifesto della stagione indimenticabile del lungo imolese, esaltato dai meccanismi di Moretti e, almeno per la prima parte di torneo, dagli assist al bacio di Fultz. Doveva essere il cambio di Quaglia, invece ci ha messo poche settimane a diventare il titolare indiscusso, grazie a quell’abnegazione e allo spirito di sacrificio che gli hanno permesso di superare gli evidenti limiti tecnici. Nei playout 13.6 punti e 4 rimbalzi di media, prima 10.5 e 6.8. Fondamentale.

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