Gli Obliovion al teatro Bonci di Cesena

Li avevamo conosciuti undici anni fa al teatro Moderno di Savignano, ancora alle prime esperienze di una tournée nazionale. Il loro show si è trasformato oggi in una rapsodia, sorta di antologia di pezzi più e meno noti del repertorio rimescolati e serviti in forma nuova, per la prima volta al Bonci di Cesena. Stasera e mercoledì alle 21, sul palco cesenate, va in scena “Oblivion rhapsody”, spettacolo del quintetto Oblivion insieme da quasi vent’anni, ma divenuti popolari nell’ultimo decennio. La regia esperta è di Giorgio Gallione (già Archivolto di Genova) che li cura da anni. Età, provenienza, personalità dei cinque sono diverse, ma tutti si sono formati a Bologna, nella stessa accademia Bmt di musical. Fabio Vagnarelli è il portavoce.

Fabio, ci racconti un po’ di voi: chi sono gli Oblivion?

«Siamo cinque “ca…oni” (scherza, ndr) che vengono da Trieste in giù. C’è il bolognese Lorenzo Scuda, maestro chitarrista, le reggiane Francesca Folloni, ballerina specializzata in facce, e Graziana Borciani, che con la voce arriva “là dove osano le aquile”, di Trieste è Davide Calabrese, un mimo spiazzante, mentre io, da Gubbio, una volta ero il giovane del gruppo, ora sono il giovanile del gruppo. Viviamo chi a Bologna, chi a Roma. Uno di noi funge pure da ministro delle finanze un po’ come in una comune, complessivamente il gruppo registra un’escursione di età di 18 anni».

Cosa succede in “Oblivion rhapsody”?

«Presentiamo dieci anni della nostra storia sul palcoscenico, ma in una forma diversa e più completa. Dentro c’è di tutto, dallo sketch alle canzoni, da Dante ai Promessi sposi rimescolati; ci sono i mash-up, i cantanti, i giochi con vocali e consonanti, i mimi, cominciamo un pezzo e ne attacchiamo un altro senza finire il primo. Proponiamo anche cose mai presentate perché ci avevano detto di chiuderle in un cassetto, addirittura facciamo una canzone sul volgare italiano. È uno spettacolo interamente dal vivo, anche suonato dal vivo, basato essenzialmente su di noi».

Siete musicisti?

«Musicisti è un parolone, così come lo è cantanti e attori, siamo tutto e niente. C’è un musicista vero, il chitarrista Scuda, noi altri 4 si arrabattiamo, disseminiamo strumenti sul palco e ce la giochiamo. Suonare musica dal vivo ci inquieta ma ci diverte pure perché ogni sera è imprevedibile. L’obiettivo è di fare dimenticare alle persone che hanno la mascherina, perciò dobbiamo farli ridere un sacco».

Coadiuvati dall’occhio di Giorgio Gallione.

«Lui è il sesto Oblivion per acclamazione, collaboriamo dal 2013, esalta i nostri materiali ed è l’arbitro. Giorgio è nato coi gruppi (Broncoviz), ci dice di avere ritrovato con noi la dinamica del gruppo, è il nostro valore aggiunto. Per noi rigore e precisione sono importantissimi e così lo sono per Gallione che, pure da istrione creativo, è molto rigoroso e crea un matrimonio perfetto».

Rigore o improvvisazione?

«Crediamo che improvvisazione, come diceva Gaber, sia sinonimo di approssimazione. Siamo orgogliosi di non avere mai rifilato fregature al pubblico. Abbiamo gusti ed età diverse ma concordiamo per un lavoro a regola d’arte dalla struttura ferrea, e per riuscire bisogna provare tantissimo».

Provenite da una scuola di musical, però vi dedicate al varietà musicale. Dipende dal gusto o dal fatto che le produzioni italiane spesso non sono irresistibili?

«Siamo grandi appassionati e conoscitori di musical. L’Italia è popolata di interpreti che nulla hanno da invidiare a quelli di Broadway; quella che manca è la struttura economica. La nostra tradizione è di compagnia itinerante, cosa che genera costi insostenibili per grandi produzioni di musical. È difficile che dalla Sicilia ci si sposti a Milano per un musical, nella nostra cultura si aspetta che la compagnia vada nelle città, di conseguenza manca una dimensione produttiva adeguata».

A quando la festa del decennale?

«Dovevamo festeggiare ballando insieme al pubblico, il covid lo ha impedito, così abbiamo aumentato la parte musicale rapsodica e rinviato la festa di balli coi fan. Ma la faremo!».

Euro 26-8. Info: 0547 355959

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