Rimini, gli hotel alzano i prezzi: “I turisti ci capiscono”

Aumentare o non aumentare? Questo è il dilemma.

A causa della crescita delle spese per l’energia, alcuni albergatori di Rimini e della provincia hanno già deciso di rivedere i prezzi al rialzo di 2/3 punti percentuali. La stragrande maggioranza, però, rimane in attesa di capire se e come il Governo deciderà di dare una mano alla categoria. Chi ha già prenotato non deve temere: per lui non cambierà niente.

«In linea con l’inflazione»

«La tendenza generale è quella di un aumento in linea con quelle che sono le abitudini degli aumenti che tengono conto dell’inflazione, quindi alla fine qualche punto percentuale. Quegli aumenti che la nostra clientela abituale mette in preventivo – comincia la panoramica Antonio Carasso, presidente della cooperativa Promozione alberghiera –. Per intenderci, quando uno pagava 50 euro la pensione completa a giugno, si aspetta di pagare 51, massimo 52. E’ chiaro che questo è l’auspicio per cercare di contenere una situazione che in effetti pesa molto, perché prevediamo aumenti in termini assoluti importanti su quella che è l’incidenza dei costi gestionali. Ci auguriamo che il Governo valuti un bonus/agevolazione per queste aziende, che poi sono quelle che creano posti di lavoro, che creano indotto, che sono il fulcro dell’economia, soprattutto in un territorio come il nostro».

Occhio di riguardo per le prenotazioni già ricevute: «Non cambia niente – rassicura –. Teniamo al primo posto la tutela dell’ospite, che è il nostro valore aggiunto. Cerchiamo di mantenere inalterato il buon prodotto che offriamo».

«Aumento fisiologico»

«Un aumento dei prezzi sarà fisiologico. Il problema è l’energia ma non è solo l’energia – continua Bruno Bianchini, presidente di Federalbeghi Riccione –. E’ chiaro che gli accordi presi e contrattualizzati vanno rispettati a prescindere, anche perché è una questione di correttezza commerciale. Comunque, già dalla nostra assemblea dei primi di marzo, una delle sottolineature che avevamo fatto era proprio questa: erano previsti e prevedibili aumenti dei costi in relazione sia alle materie prime che alle altre materie, quindi già da allora avevamo comunque avvertito che nella compilazione dei prezzi tali dinamiche andavano valutate».

«Qualcuno aspetta»

«Alcuni hanno proceduto ad aumenti limitati, altri stanno aspettando che lo Stato intervenga sui valori energetici con credito di imposta o un altro tipo di soluzione, naturalmente con una percentuale che sia, anche se non rilevante, però consistente – prosegue Alessandro Giorgetti, presidente dell’Uera-Unione albergatori dell’Emilia-Romagna –. Per il momento la tendenza è questa, di aspettare quello che è stato promesso. I nostri costi riguardano cifre consistenti e sono una percentuale molto elevata del bilancio di ogni azienda. Anche perché è fatica chiedere i soldi a chi ha fatto la scelta di venire in vacanza da noi. E’ chiaro che l’aumento “energivoro” non può essere assorbito dal prezzo. Non possiamo riversare subito sul prezzo. Se abbiamo fatto un contratto, non è che lo disdiciamo».

«Nessun allarme»

«Qualsiasi aumento giustificato, che è inevitabile possa essere applicato, rimane sempre talmente competitivo qui sul nostro territorio che non c’è stato nessun tipo di allarme – conclude Patrizia Rinaldis, presidente dell’Aia-Associazione italiana albergatori di Rimini –. Nel momento in cui abbiamo detto che abbiamo aumentato qualcosa, la risposta è stata “Ci mancherebbe altro”. E’ stata anche una risposta positiva. Sono abbastanza tranquilla».

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