Gli Extraliscio si raccontano in un libro

Si arricchisce di una nuova tessera il mosaico multimediale del progetto Extraliscio, band formata dal cantante Mauro Ferrara e dal polistrumentista Moreno Conficoni, pilastri delle orchestre di liscio romagnole degli ultimi cinquant’anni, e da Mirco Mariani, musicista di estrazione punk e folk. Si tratta del libro Extraliscio. Una storia punk ai confini della balera, edito da La nave di Teseo.
«È una scalata – ci dice Mariani –. C’è chi scala le montagne, noi scaliamo le note. Extraliscio era nato come un progetto musicale, poi è arrivata Elisabetta (Sgarbi, motore dell’intera operazione, Ndr.), ed è diventato molto di più. Dopo il disco, un film e un filmino, è arrivato anche il libro. Elisabetta si era intestardita sul fatto che ci fosse anche un libro che racconta le nostre storie singole, mentre nel film si racconta quella della band. Io mi sono concentrato sulla parte della mia storia in cui vivevo nei club di Bologna giorno e notte, a contatto con i musicisti americani, lontano anni luce dal liscio. Leggendo le nostre tre storie si capisce quanto io non c’entri niente con loro, ma la cosa bella è che quando siamo sul palco sembra che mangiamo insieme colazione, pranzo e cena».
Per un progetto così futuribile, perché avete scelto di parlare del passato?
«Perché siamo presuntuosi, quindi pensiamo di fare molti altri libri. Sto scherzando, chiaramente, però questo è un progetto talmente in movimento, che se le cose continuano ad andare bene come adesso, forse altri capitoli ci saranno davvero».
Avete presentato il volume al Salone del libro di Torino. Dopo il pop a Sanremo e il cinema a Venezia avete violato un altro santuario: quello della letteratura a Torino.
«Incredibile. Dopo la giornata al Salone ci siamo trovati a cena in una casa privata; c’erano Ermanno Cavazzoni (scrittore e sceneggiatore, Ndr.) che ha curato la prefazione del libro, l’attore Alessandro Haber, il famosissimo scrittore francese Michel Houellebecq e lo scrittore olandese Michel Faber. Mi sono sentito come nelle corti medievali, quando i regnanti si circondavano di artisti; era surreale e meraviglioso e non me lo scorderò per tutta la vita. Per chi fa musica come me non è frequente stare a contatto e arricchirsi con artisti così diversi».
Recentemente Giordano Sangiorgi al Mei ha dichiarato che, secondo lui, l’evento del 2021 è lo sdoganamento del liscio. Lo pensa anche lei?
«Torno al concetto della scalata, verso un sogno meraviglioso. Fino a poco tempo fa chi faceva liscio era un po’ guardato dall’alto in basso, mentre ora, soprattutto grazie al lavoro di Elisabetta Sgarbi, la parola “liscio” non suona più così sinistra. Intorno a noi si è creato un team di persone che credono fortemente nel progetto, e questa energia ci arriva potente. Quattro anni fa, quando è partito Extraliscio, non avrei mai pensato, e forse non mi sarei nemmeno azzardato, di andare al Salone del libro a suonare liscio. Oggi risulta normale, quindi forse Sangiorgi ha ragione».
Molti pensano che il vostro prossimo passo debba essere l’uscita dai confini nazionali. Nel vostro nuovo video “La nave sul monte” ci sono un coro e un corpo di ballo balcanico: è un passo in questa direzione?
«Il coro è lo strepitoso Les Mystere Des Voix Bulgares, di cui sono fan da sempre, e con cui avevo collaborato in passato insieme a Vinicio Capossela. Il corpo di ballo invece è romagnolo, ma con abiti e danze che ricordano il mondo balcanico. Credo che Extraliscio vinca la sua battaglia solo se riesce ad uscire dai confini nazionali, perché è là che può sprigionare tutta la forza della sua tradizione e modernità. Se in Europa apprezzeranno Mauro che canta Romagna mia sulla mia chitarra distorta, ce l’avremo fatta. Comunque il 17 novembre faremo a Parigi il nostro primo concerto all’estero, anzi il secondo, dopo quello a San Marino».
Extraliscio. Una storia punk ai confini della balera è già in libreria, con una foto inedita di Oliviero Toscani in copertina.

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