RIMINI. A più di quarant’anni di distanza dal loro debutto, tornano a rivivere gli occhi secchi e le labbra screpolate di Teresa, quella figlia di pirati che guarda il mare e parla poco descritta da De Andrè in “Rimini”, e lo fanno per una causa che tocca tutta la città. È infatti una rielaborazione del celebre brano scritto dal cantautore genovese in collaborazione con Massimo Bubola ad aprire il disco “E la chiamano Rimini, artisti uniti per la città”, progetto nato dall’assessorato alla Cultura del Comune per promuovere il cartellone estivo dell’offerta culturale e artistica del territorio riminese.
Il sindaco Gnassi
«Il Coronavius ha toccato Rimini nel suo cuore più profondo, quello fatto di relazioni e incontri, emozioni e accoglienza .– sostiene il sindaco Andrea Gnassi – Abbiamo investito molto sul mondo della cultura ed è proprio da qui che vogliamo ripartire, con un manifesto musicale che “tra gelati e bandiere”, possa spalancare le frontiere, aiutandoci a trovare modalità inedite per far tornare il pubblico a gustarsi cinema, arte e musica».
Prodotto da Interno4
Curato da Massimo Roccaforte e prodotto dall’associazione culturale Interno4, il doppio cd vede per la prima volta riuniti trentasei artisti e band locali che – oltre ad aver tutti partecipato alla nuova versione corale del pezzo realizzato con la supervisione artistica di Cristian Bonato, Federico Mecozzi e Aldo Maria Zangheri – hanno offerto alla causa ciascuno un brano del proprio repertorio, riuscendo così a realizzare un disco con più di due ore e mezza di musica tra rock, jazz, rap, elettronica e classica. Arricchita da due strofe aggiuntive rispetto all’originale con arrangiamento di Marco Capicchioni e dei Landlord, l’inedita versione di “Rimini” è stata anche resa in immagini dal fotografo Chico De Luigi che, attraverso un video girato all’interno del teatro Galli, porta l’attenzione sul mondo dello spettacolo e sul difficile momento che i lavoratori stanno attraversando.
L’assessore Piscaglia
«Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi a riaprire: dalla sofferenza del lockdown è nata l’esigenza di dare un segnale forte per ribadire che c’eravamo e che saremmo ritornati, trovando nuove prassi per ripartire. – afferma l’assessore alla Cultura Giampiero Piscaglia – Vediamo questo cd come un nuovo manifesto dell’estate riminese, non più cartaceo e affisso ai muri della città ma capace di viaggiare per tutta Italia, portando con sé quelle emozioni che Rimini non finisce mai di trasmettere».
Il ricavato dalla vendita del disco andrà infatti a sostenere il programma degli spettacoli che si terranno tra luglio e agosto, dove cinema, musica e teatro troveranno nuove cornici all’interno di arene all’aperto disposte tra il centro storico e il mare.
Acquistabile al prezzo di 12 euro, “E la chiamano Rimini, artisti uniti per la città” sarà disponibile da sabato 20 giugno in piazza Cavour, al ristorante La Marianna a San Giuliano, al Caffè Pascucci e alla Casa dei matrimoni di piazzale Boscovich, a Le Dune Cafè a Viserba e nelle librerie, edicole e negozi di dischi del centro.

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