“Gli Allighieri”, poema dimenticato di Marino Moretti

Dall’officina letteraria sempre ricca di sorprese e riscoperte di Marino Moretti, spunta il dimenticato poema drammatico “Gli Allighieri”, in scena in prima assoluta il 28 giugno alle 21 all’Arena Cappuccini per “La serenata delle zanzare”. A dargli voce sarà Lelia Serra accompagnata da Pierluigi Moressa, forlìvese, psichiatra e autore di vari saggi dove indaga il rapporto tra pensiero e attività creativa.

Pierluigi Moressa, quale “poetica dei sentimenti” viene espressa ne “Gli Allighieri”?

«Un’opera dimenticata, trascurata per oltre un secolo trova spazio scenico, luce e spazio di conoscenza. In essa, la scrittura raffinata di moretti esprime l’intensa emotività della figura dominante di Guido da Polenta e del cenacolo poetico ravennate per l’opera preziosa dell’Alighieri. “Gli Allighieri” sono i figli di Dante. La commedia è da intendersi come figlia del poeta. Il sentimento di riconoscenza verso il dono dell’opera è motore importante dell’azione scenica».

In che modo la scelta di Moretti e Cazzamini era espressione del «sentimento estetico proprio dell’epoca»?

«L’opera si inserisce nella pienezza del Liberty, epoca in cui la forma raffinata era elemento estetico imprescindibile. La creazione di uno stato sognante permette all’autore di proporre un’atmosfera sfumata, attraverso la quale rivisitare e trasfigurare eventi della storia. Troviamo per esempio Giotto a Ravenna, anche se la sua presenza non è documentata».

In che maniera il crepuscolare, arcano amore di Moretti per le “città morte”, ma anche il fascino provato per una vita appartata e tutta dedita alla poesia, si effonde nella descrizione della Ravenna del silenzioso esilio del poeta?

«Direi che Moretti riesce a ravvivare attraverso l’amore per la poesia il tempo dell’esilio dantesco e assegna a Ravenna il primato nella protezione offerta a Dante sottraendolo alla Verona scaligera, conclusione cui la critica letteraria è giunta solo in anni recenti. La poesia ama il silenzio. La misura con cui Moretti si dedica al teatro poetico riesce a rendere un senso di intimità raffigurativa più efficace di altre esperienze coeve».

Pubblicato nel 1910segnò l’avviodi una quadrilogia

Pubblicato nel 1910 da Baldini & Castoldi, rappresentò per Moretti, insieme con l’amico Francesco Cazzamini Mussi (1888-1952), l’avvio del progetto di una quadrilogia che comprendeva anche “Leonardo da Vinci” (1909), “Frate Sole” (1911) e “Giuditta “(1912). Durante la serata, condotta da Moressa, la voce di Lelia Serra si soffermerà sui quadri più significativi della narrazione, resa ancor più suggestiva dalle musiche medievali eseguite a contrappunto da Karsten Braghittoni (flauto traverso), Carlo Barezzi (oboe d’amore), Francesco Barezzi (fagotto), Edoardo Farina (mandolocello). In caso di maltempo la serata si svolgerà nel Teatro Comunale. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria su www.vivaticket.it fino a esaurimento posti. M.T.

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