Giustizia, Repubblica Futura punta il dito contro il Governo di San Marino

SAN MARINO. Repubblica Futura ha depositato nei giorni scorsi due interpellanze su due temi di attualità.
La prima riguarda il giuramento dei due nuovi giudici di appello, che, scrive Rf in una nota, «sta inspiegabilmente ritardando nonostante la recente sentenza del Collegio Garante fosse di una chiarezza lampante: il Congresso di Stato doveva porre in essere tutti gli atti necessari di propria competenza a livello amministrativo e la Reggenza doveva far giurare i due magistrati, in entrambi i casi senza indugio. È passato quasi un mese da quella pronuncia dei Garanti, ma il giuramento non è ancora avvenuto.

La preoccupazione dunque è che o non si sia dato seguito alla sentenza del Collegio Garante, cosa che già di per se sarebbe gravissima, o, ancor peggio, che possano essere stati compiuti atti impropri e inadeguati, evidentemente con l’intento di venire meno ai propri inderogabili doveri».
Rf ha quindi chiesto di conoscere tutti gli atti che il Congresso di Stato, singole Segreterie di Stato o altre Istituzioni hanno compiuto, compresi eventuali pareri richiesti ad altri uffici o organi, e gli atti o i pareri forniti da questi ultimi, relativamente al tema del giuramento dei due giudici d’appello.

«È doveroso – scrive Rf – che tutti sappiano i motivi di questo inspiegabile ritardo, rispetto all’attuazione di una chiarissima sentenza del nostro massimo organo costituzionale, se viviamo ancora in uno Stato di diritto e se l’equilibrio fra i poteri ha ancora un senso».
La seconda interpellanza riguarda il Decreto che prevede una imposta sugli immobili detenuti dalle società che non siano sede dell’attività economica, la cosiddetta “patrimoniale”. «Come noto –spiega Rf –, la maggioranza lo ha recentemente ratificato con un emendamento che non fa pagare la patrimoniale alle banche su alcuni immobili, scelta che abbiamo fortemente criticato per la sua iniquità (visto che tutti i cittadini e le società hanno pagato la patrimoniale senza esenzioni) ed illogicità (perchè non spinge le banche ad immettere gli immobili sul mercato a prezzi più bassi), oltre che per le ennesime incoerenze di Rete ed Mdsi rispetto alle precedenti posizioni prese. Nell’interpellanza chiediamo di sapere, tra le varie cose, il valore di questi beni immobili su cui le banche non pagheranno la patrimoniale, e il gettito che verrà meno rispetto alle attese».

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