Giugni: la rivoluzione digitale è sessista

«La lotta per la giustizia di genere nel Ventunesimo secolo non può che passare per due binari paralleli: la denuncia della violenza e dello sfruttamento attivati dalla tecnologia, e quella delle oscene disuguaglianze nella sua distribuzione sociale e geografica», afferma Lilia Giugni, docente universitaria e attivista femminista nel suo ultimo libro “La rete non ci salverà. Perché la rivoluzione digitale è sessista (e come resistere)” (Longanesi editore). L’autrice presenta il suo libro domani, alle 17 in Cineteca (via Gambalunga, 27), in dialogo con Vera Bessone ed Elvira Ariano.

L’incontro, organizzato dal Coordinamento Donne Rimini insieme a Rompi il silenzio, fa parte del ciclo di appuntamenti “Donne coraggio!” promosso dalla Rete Donne Rimini in collaborazione con il Comune e la Casa delle donne, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La rete non ci salverà”, costruito su oltre cinque anni di ricerca e impegno femminista, offre uno sguardo inedito, attualissimo e appassionato sulla rivoluzione digitale, e sul suo intreccio con ingiustizie economiche e di genere. Il volume, oltre a indagare la violenza digitale, mette in luce le tante discriminazioni presenti nel settore lavorativo dell’intelligenza digitale.

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