IMOLA. In occasione del Giorno della Memoria, il Centro di istruzione per gli adulti 1 di Imola, ha aperto ieri la mostra “Il Giro del Mondo in due ore”, alla Salannunziata, che mette in luce alcuni risultati della partecipazione al progetto «Altrove: territori, patrimoni, tradizioni, uomini in movimento», finanziato nell’ambito della progettazione del Programma operativo nazionale (Pon) del ministero della Pubblica istruzione dal titolo «Potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico». Il progetto è stato avviato a settembre 2018 ed è in chiusura. Le attività sono state proposte a circa 300 studenti imolesi delle scuole in rete con l’Ic7: l’Istituto tecnico agrario chimico «Scarabelli», l’Istituto di istruzione superiore «Paolini Cassiano», e il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti.

«La mostra dal titolo “Il giro del Mondo in Due Ore” ha scelto il Giorno della Memoria come giorno di apertura proprio perché identità e memoria come patrimonio sono i temi cardine – spiegano la dirigente Annamaria Strazzullo e la professoressa Annalisa Cattani che ha curato il progetto –. La memoria è un elemento cruciale per lo sviluppo culturale di una società e per la definizione, o ridefinizione, dell’identità di una comunità. Memoria collettiva e memoria individuale, memoria dei luoghi e memoria degli eventi, memoria ufficiale e memoria rimossa: sono tutti aspetti di un’unica e grande questione che riguarda il rapporto fra il nostro presente e l’eredità del passato, insieme alla capacità di narrare sia l’uno sia l’altra».

In questo progetto espositivo si è cercato di documentare e riabitare memorie spesso considerate marginali non solo per rispondere silenzio della storia, e della società, ma piuttosto per generare conoscenza e curiosità narrando la vita di gruppi sociali internazionali che non hanno voce e che la storia ufficiale non ha ancora avuto modo di raccontare. «Lo scopo è quello di sviluppare la consapevolezza che la memoria di una società è una memoria multiforme, in costante crescita, in cui coabitano, più o meno pacificamente, molte e diverse memorie».

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