Giro d’Italia in tandem coi ragazzi disabili

Sui pedali dal Colosseo a Piazzale Kennedy, facendosi ambasciatori delle tipicità romagnole con le autorità delle quattro regioni attraversate in altrettante tappe, seguiti chilometro dopo chilometro dalle telecamere Sky e in sella insieme a ragazzi con disabilità per far vivere loro un’avventura indimenticabile in tandem. Perché, per dirla alla romagnola, Two l’è mej che one. Ed è proprio questo il nome scelto da Matteo Cevoli e Davide Ugolini per il particolare progetto messo in campo con la collaborazione dell’associazione ‘Esplora’, il patrocinio del Comune di Rimini e il sostegno di ben 23 sponsor.

Il conto alla rovescia è già scattato, nelle prossime ore saranno online la pagina Instagram mood100X100 e il sito Internet mood100x100.org su cui si potrà seguirli passo a passo e in settimana scatterà la vera e propria preparazione finalizzata all’evento programmato in ogni dettaglio per il periodo 9-12 luglio.

Sì, perché, non è stato davvero lasciato niente al caso e non potrebbe essere altrimenti visto il ‘pedigree’ dei due deus ex machina: Cevoli è infatti triatleta, trailrunner, ultrabiker, istruttore Fitri e preparatore atletico e Ugolini ultrarunner, ultrabiker, esperto in campi tendati, direttore di corse trail ed escursionista. «Siamo soliti fare manifestazioni e partecipare a competizioni anche difficilissime, ma questa è tutta un’altra cosa e ci dà un’emozione incredibile. Ci abbiamo lavorato da matti e non vediamo l’ora di partire, visto che dovevamo farlo nel 2020 ma poi è arrivato questo maledetto Covid» spiegano in coro con gli occhi che brillano.

Come nasce l’idea e perché questo nome?

«Un giorno vedendo un tandem per strada abbiamo pensato che un’avventura con quel mezzo non l’avevamo mai avuta e volendo fare qualcosa insieme da tempo, abbiamo ragionato a un progetto bello che potesse coniugare lo sport con il sociale e la promozione del territorio. La bici e lo sport in generale sono maestri di vita, sul tandem si vive a stretto contatto con l’altro e si deve collaborare stimolandosi a riconoscere potenzialità relazionali sconosciute e il collegamento con la disabilità è stato quindi immediato: conoscevamo i ragazzi di Esplora e ci siamo rivolti a loro. Sono infatti un’associazione non solo sportiva, ma di promozione sociale che da anni fa un lavoro bellissimo con i ragazzi con disabilità facendo loro fare tantissime attività e siamo contenti abbiano aderito subito con altrettanto entusiasmo. Da qui il payoff ‘Insieme si può’».

In quanti sarete e come si svolgerà l’evento?

«Oltre a noi due, ci saranno altri cinque tandem su cui prenderanno posto altrettanti ragazzi di Esplora con i relativi istruttori. Il format è molto semplice ed è quello dell’avventura: faremo quattro tappe in cui saremo seguiti da pulmini che trasporteranno il cibo romagnolo, il vestiario e il necessario per accamparsi durante la notte. Dormiremo infatti sempre tutti in tenda. La speranza è dar vita a una carovana che raccolga lungo il percorso ragazzi di diverse associazioni sportivo/culturali che vorranno unirsi a noi creando per certi tratti un gruppo più numeroso».

Oltre ai patrocini delle istituzioni, siete riusciti a coinvolgere anche una bella squadra di privati.

«Fra main sponsor e contributi vari siamo arrivati a 25 sostenitori e la cosa bella è che tutte le persone cui ci siamo rivolti si sono detti disponibili ad aiutarci in un modo o in un altro. Nessuno ci ha detto ‘non mi interessa’ e anzi anche adesso che è oramai tutto definito c’è ancora gente che quando viene a conoscenza del progetto ci contatta per chiederci se abbiamo bisogno di qualcosa. Per questo speriamo di realizzare anche l’altro obiettivo/sogno che ci siamo posti, raccogliere fondi per l’acquisto di una bicicletta da donare a Esplora».

Quanto entusiasmo si respira fra i cinque ragazzi che saranno al via con voi in vista della partenza?

«Tantissimo. Loro in realtà ancora non sanno bene cosa li aspetta, abbiamo parlato di un bel giro in bici in cui staremo via un po’ e già così sono carichissimi».

Quale sarà l’itinerario? Vi siete preparati?

«Il 9 luglio partiremo da Roma e dopo aver fatto 100 chilometri ci fermeremo a Marmore, dove pernotteremo in un campeggio sotto la cascata cucinandoci con gli attrezzi da campo. Faremo così ogni notte, anche a Spoleto e Gubbio, dove saremo sì ospitati da due hotel, ma in tenda nei loro giardini. Nel primo caso vicino alle Fonti del Clitunno, nel secondo fra ulivi e querce secolari. Saranno cene preparate con i nostri prodotti tipici, a base di piada, sardoncini e sangiovese e in ogni tappa inviteremo gli amministratori e le autorità del luogo a mangiare con noi per portare un po’ di Romagna in giro per l’Italia e promuovere la Riviera. Tornando al percorso, il 10 luglio faremo la Marmore-Spoleto di 50 chilometri: i primi 30 sulla ciclabile del Nera, gli altri 20 lungo l’ex ferrovia dismessa Spoleto-Norcia. L’11 luglio sarà la volta della Spoleto-Gubbio di 96 chilometri passando per Foligno e Assisi e il 12 luglio ecco Gubbio-Rimini con grande festa finale in Piazzale Kennedy con tutti gli sponsor e chi vorrà esserci».

Sarà però un’ultima tappa con sorpresa.

«Una bella sorpresa. Faremo infatti un particolarissimo pit stop a Misano, con tanto di sfida sui pedali all’autodromo Marco Simoncelli. Una gara in pista con mezzi a pedali di ogni tipo (anche risciò se qualcuno vorrà) aperta a tutti: ci saranno il semaforo a dare il via e la safety car come in ogni sfida che si rispetti e sarà il punto di partenza per la bella chiusura del progetto. Da lì arriveremo infatti a Rimini scortati dalle forze dell’ordine che chiuderanno le strade per far sì che tutti possano aggiungersi a noi così da formare un bel torpedone fino a Piazzale Kennedy. Visto il patrocinio del Comune e la sua passione per la bici, speriamo faccia qualche chilometro al nostro fianco anche il sindaco Andrea Gnassi».

Come sarete seguiti da Sky e dove andrà in onda questa bella avventura?

«Saranno le telecamere di Icarus Ultra a seguirci per tutti i quattro giorni e realizzeranno una sorta di reality in due puntate che andrà in onda sul canale 204 e anche su Cielo, al canale 108 del digitale terrestre. Sul territorio saranno invece Radio Bruno e Alta Rimini a fare delle dirette ad hoc e lungo tutto il percorso i ragazzi di Rimini Love Bikes».

Un’ultima curiosità, quanto è stato ed è difficile allenarvi e far allenare i ragazzi in tempi di Covid?

«Loro in realtà fanno sport tutto l’anno per conto loro grazie a Esplora, con istruttori bravissimi che li accolgono quando fanno fatica a stare in equilibrio su tre ruote e dopo tre anni riescono a farli andare in mountain bike da soli. Dalla settimana prossima partiremo però con tre allenamenti settimanali, un lungo la domenica e le prove in tenda. Diciamo che inizia la preparazione mirata».

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