Giovedì il congresso Fai Cisl a Cesenatico

Giovedì 25 novembre la FAI CISL Romagna, categoria che segue i lavoratori dell’agricoltura, industria alimentare, della forestazione e della pesca, riunirà presso l’Hotel Da Vinci di Cesenatico tutti i suoi dirigenti e delegati in occasione del 3° Congresso.

Sarà un momento importante – afferma il segretario generale  Roberto Cangini– dove non solo eleggeremo i nostri organi direttivi, ma sarà una bella occasione di confronto con i nostri delegati per confrontarci sulle attività svolte a livello territoriale, ma anche nazionale e regionale, grazie alla presenza del Segretario generale nazionale Onofrio Rota e del Segretario generale regionale Daniele Saporetti”.

Proprio a Cesenatico dove 8 anni fa la FAI si è costituita come Romagna, unendo i territori di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. “La costituzione della FAI CISL Romagna otto anni fa è stata una scelta lungimirante– sottolinea Cangini- che ha portato la nostra categoria ad una crescita sia in termini di iscritti, quasi 7 mila in Romagna, che di nascita di nuove opportunità”.“RiGenerazione: Persona, Lavoro e Ambiente”, questo lo slogan scelto per il Congresso, a sottolineare l’urgenza di valorizzare le nuove generazioni, aiutandole ad acquisire nuove competenze per affrontare le sfide ambientali diventate ormai urgenti.In Emilia Romagna sono quasi 89 mila i lavoratori impiegati in agricoltura, di cui quasi il 90% è stagionale e il 27% sono lavoratori extracomunitari.

In Romagna è evidente l’importanza del settore agroalimentare, dove tanti sono i lavoratori impiegati in aziende conosciute come eccellenze a livello nazionale e non solo, come Amadori, Orogel, Apofruit, Caviro, Agrintesa e Conserve Italia. Il solo settore avicolo romagnolo produce il 20% delle carni bianche e l’11% delle uova prodotte complessivamente in Italia, il 40%  se si considera anche la commercializzazione.

Tante sono le eccellenze presenti sul territorio, ma i piccoli imprenditori faticano spesso ad investire, viste le ridotte marginalità ottenute. In questo contesto anche in Romagna– sottolinea Roberto Cangini- attecchiscono purtroppo fenomeni di sfruttamento dei lavoratori. La FAI CISL Romagna si è infatti costituita come parte civile nel 2020, quando in Romagna sono state scoperte false cooperative e caporali stranieri che sfruttavano i lavoratori costretti a lavorare senza tutele e senza un giusto contrattoOltre al caporalato, anche il “lavoro grigio” cioè quello regolarizzato ma con accordi fortemente al ribasso, crea situazioni di dumping, dove chi sfrutta riesce a vendere a prezzi più bassi risparmiando però sulle tutele e sui diritti dei lavoratori e questo non è più accettabile. Servono più controlli per evitare losfruttamento dei lavoratori e permettere alle aziende oneste di ottenere margini utili per proseguire ed investire nel loro lavoro”.“Il patrimonio agroalimentare – continua Cangini- è un valore che dobbiamo capitalizzare e far crescere utilizzando gli strumenti previsti dalla contrattazione. Abbiamo sottoscritto nel 2021 i contratti agricoli sia di Forlì-Cesena e Rimini sia di Ravenna, contratti molto importanti poiché riguardano quasi 30 mila lavoratori in Romagna”.La contrattazione – conclude il Segretario della FAI CISL Romagna Roberto Cangini–  è per la FAI e per la CISL, lo strumento più efficace per rappresentare e tutelare i lavoratori, perché li rende protagonisti su temi importanti per la loro vita e il loro lavoro. In Romagna l’esperienza nella contrattazione di secondo livello è attiva da diversi decenni e si declina con contratti interaziendali di settore, provinciali, e aziendali. In questi si evidenziano temi da sempre cari alla CISL e alla FAI: potenziamento ed estensione della bilateralità e del welfare e la conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro. Il nostro impegno come CISL  è stato fino ad ora e sarà sempre quello di innovare la contrattazione per stare al passo coi tempi e migliorare la produttività e le condizioni di vita dei lavoratori”.

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