“Giovanni Boldini. Lo sguardo nell’anima” in mostra a Bologna

Magnifici ritratti di donne bellissime, elegantemente vestite, ma anche passanti in strada, avventori nei caffè e celebrità, come Giuseppe Verdi, immortalato in un celebre dipinto del 1886. Sono il ritratto di un’Europa salottiera, effimera, estremamente vanitosa, a cavallo tra Ottocento e Novecento, che costituisce il travolgente mondo di Giovanni Boldini, in mostra dal 29 ottobre al 13 marzo 2022 a Bologna, a Palazzo Albergati.

L’antologica “Giovanni Boldini. Lo sguardo nell’anima”, attraverso 90 opere che comprendono anche lavori di artisti contemporanei al pittore, esprime al meglio la maniera dell’artista, il suo saper esaltare con unicità la bellezza femminile e svelare l’anima più intima e misteriosa dei protagonisti della Belle Époque, rappresentando anche l’Europa salottiera, effimera ed estremamente vanitosa a cavallo tra Ottocento e Novecento.

L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Albergati alla presenza di Iole Siena, alla guida di Arthemisia, Tiziano Panconi, curatore, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli e la presidente del Comitato Emilia-Romagna Komen Italia, Carla Faralli.

L’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori, ha inviato un messaggio: “Ci sono opere al cui fascino è impossibile sottrarsi. I dipinti di Giovanni Boldini sono tra queste. Un fascino dato dalle bellissime muse che affollano i suoi ritratti insieme all’alone di romanticismo che il pittore ferrarese riesce a suscitare con le sue pennellate. La Belle Epoque, i piaceri dannunziani, la misteriosa intimità della ricca borghesia del suo tempo traspaiono da tele che celebrano la bellezza, in ogni sua forma”.

“Mi complimento per la volontà di proporre questo omaggio, a Palazzo Albergati– aggiunge l’assessore-, in occasione del novantesimo anniversario della morte di Boldini, con un corpus pittorico notevole che non mancherà di affascinare ogni visitatore”.

“Questa mostra è un piccolo gioiello, in questo momento di rinascita della fruizione artistica in Emilia-Romagna dopo le ristrettezze anti-pandemia, caratterizzato da esposizioni importanti che fanno tornare autorevolmente la nostra regione nel novero dei territori culturalmente più attivi e attraenti del Paese. Plaudo anche – conclude Felicori -, a questo ulteriore esempio di capacità imprenditoriale privata nel campo della cultura alta, che devi indurci a riflettere con fiducia sulla possibilità di raggiungere un rapporto più equilibrato fra azione pubblica, che resta necessaria, e iniziativa privata, che può fiorire più di quanto non sia avvenuto finora”.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui