CESENA. I giovani medici romagnoli vogliono essere protagonisti e non precari del servizio sanitario nazionale. «Siamo Medici in formazione. Siamo Studentesse e Studenti, Neo-abilitati, Camici grigi, Medici in formazione specialistica, Corsisti di Medicina Generale. L’emergenza COVID-19 ha scoperchiato un vaso di Pandora che da anni veniva volutamente ignorato dalla politica – spiega la dottoressa Anastasia Zoffoli, referente della manifestazione nazionale per Cesena – Abbiamo visto come la carenza di personale sanitario sia un danno per tutta la popolazione: oggi, di colpo, ci accorgiamo degli effetti di tutti i tagli alla Sanità dell’ultimo decennio, pertanto, è necessario ora più che mai rivedere la programmazione del personale sanitario. L’equazione è semplice e immediata: se mancano i Medici, l’intero sistema lavora in un continuo stato di precarietà, rischiando il collasso quando la richiesta di cure è superiore al normale».

«Non siamo più disposti ad accettare il persistere, ormai da troppi anni, di una situazione malsana e contraddittoria: la carenza di Medici Specialisti nelle strutture ospedaliere e, contemporaneamente, il blocco del sistema formativo per i laureati in Medicina. Il 29 maggio ci ritroveremo nelle maggiori piazze Italiane, Cesena in piazza del Popolo raccoglierà tutta la Romagna, e lasceremo un camice, una scatola di farmaci vuota, oggetti simbolo di una Sanità abbandonata a se stessa. Vogliamo essere i protagonisti del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Vogliamo fare il nostro lavoro da Specialisti e non da Medici precari».

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