Ripercorre attraverso le pagine dei libri le vicende legate alla storia della secolare, importante presenza ebraica in Romagna, significa compiere un itinerario nella storia, nella cultura e nella memoria.

Una presenza importante

Una recente trattazione d’ampio respiro generale, che offre un quadro dei molteplici approcci a questa storia secolare, è Ebrei d’Emilia-Romagna. Voci, luoghi e percorsi di una comunità, a cura di Daniel Fishman. Il volume, ricco di curiosità e aneddoti, evidenzia come, dopo la Shoah, sia rinata una importante vita ebraica in Emilia-Romagna.

Cesena e il suo patrimonio librario

Due sono i volumi recentemente editi, rispettivamente a cura della Società di Studi Romagnoli e per i Quaderni della Biblioteca Malatestiana, dedicati a La presenza ebraica a Cesena tra Medioevo ed Età moderna. Storie, persone, luoghi di Maurizio Abati e Alberto Gagliardo, e a Cesena ebraica. Un percorso fra carte e codici, a cura di Marino Mengozzi. I due libri documentano la ricchezza di vicende storiche legate alla comunità, accompagnate fino al Novecento da un ricco patrimonio librario e documentale, custodito sia in Biblioteca Malatestiana, sia nell’Archivio di Stato e nell’Archivio Storico Diocesano.

Lugo, un documento eccezionale

È possibile fare un viaggio alla scoperta di un’altra tra le principali comunità presenti in Romagna sulle pagine del Libro dei morti della Comunità ebraica di Lugo per gli anni 1658-1825 di Elena Lolli. Il testo ebraico annotato è accompagnato da una versione italiana di ampie parti del “Pinqas ha-niftarim” o “Registro dei morti della comunità ebraica” di Lugo di Romagna, oggi conservato nella biblioteca del Jewish Theological Seminary di New York. Il prezioso manoscritto, oltre a comprendere gli atti di morte degli ebrei lughesi per quasi due secoli, contiene nelle prime pagine anche gli statuti e le deliberazioni emanate dalla Hevrat Gemilut Hasadim o Confraternita della Misericordia, chiamata anche Hevrah Qaddisa o Santa Compagnia, l’associazione caritativa incaricata di occuparsi della sepoltura degli israeliti. Questo documento, sopravvissuto grazie alla sua acquisizione da parte dell’università americana prima della devastazione nazifascista che probabilmente l’avrebbe bruciato, è senza dubbio di estrema importanza e unico nel suo genere, all’interno del patrimonio archivistico ebraico. Riveste infatti un eccezionale interesse dal punto di vista storico, sociale, culturale, demografico e genealogico, senza dimenticare la ricercatezza letteraria dei contenuti, impreziositi da poemi in rima e ritmo, dal raffinato gusto barocco. Il manoscritto sembra non avere esemplari comparabili per la ricchezza di narrazioni, di dettagli biografici e a volte bibliografici relativi all’attività di defunti illustri, rabbini, intellettuali o banchieri, e spesso anche alle loro mogli. Colpisce inoltre la descrizione puntuale dei riti e delle preghiere, delle veglie notturne, celebrate nell’abitazione del trapassato, la descrizione dei suoi interessi culturali, delle opere da lui scritte, del suo carattere e dei suoi meriti, e la processione che l’ha accompagnato al cimitero o Bet ’olamim, casa dell’eternità.

Gli sfollati a San Marino

Venendo a un’epoca più recente, si segnala tra le numerose pubblicazioni La meravigliosa bugia di Davide Bagnaresi, Giuseppe Marzi e Antonio Morri. Quand’è che una bugia diventa meravigliosa? Quando dura per lungo tempo senza essere scoperta, quando è frutto di tante complicità, quando è l’origine di tante fragili bugie che generano una tacita intesa. Una bugia è meravigliosa quando salva una vita. Durante la Seconda guerra mondiale furono diverse le famiglie di ebrei nascoste nella Repubblica di San Marino e salvate così dallo sterminio. Tracce di queste presenze sono presenti in vari castelli, fra cui Serravalle e in particolare Città. Questo libro racconta le loro storie durante il passaggio del fronte fra il 1943 e il 1944, quando San Marino accolse e protesse decine di migliaia di profughi in fuga dai bombardamenti che colpirono varie località della riviera romagnola. I sammarinesi misero a disposizione case, stalle, granai, edifici pubblici, gallerie ferroviarie. Nell’estate del 1943 i tedeschi sconfinarono più volte sul Titano, requisendo automobili e armi senza che il governo potesse intervenire. Il 28 ottobre si nominò un nuovo Consiglio di Stato, che decise di coinvolgere alcuni personaggi di spicco del disciolto Partito fascista per poter affrontare la nuova situazione in Italia. Ezio Balducci, medico nativo di Serravalle ed esperto uomo politico, fu così nominato ministro plenipotenziario e inviato straordinario della Repubblica presso gli stati belligeranti. Il 12 novembre 1943 Balducci fu convocato a Rimini dalla Wermacht. Gli fu espressamente vietato di offrire accoglienza a «elementi di razza ebraica», considerati dalla Repubblica di Salò nemici della nazione. Balducci però affermò con fermezza che in Repubblica non vi erano ebrei (la meravigliosa bugia). Tale posizione fu ribadita anche successivamente, come documentato in alcune lettere, riuscendo così a evitare ulteriori controlli e rastrellamenti.

Manoscrittiebraici e cartealla Malatestiana

Nella Biblioteca Malatestiana di Cesena è presente un fondo di sette manoscritti ebraici le cui origini risalgono al Quattrocento e ad alcune famiglie ebraiche residenti e operanti in città. Risale invece al secolo scorso l’ingresso in biblioteca delle carte appartenute alla famiglia Saralvo, deportata e sterminata ad Auschwitz nel 1944. I documenti furono rinvenuti agli inizi degli anni Settanta durante lavori di ristrutturazione della casa da loro abitata, in Piazza del Popolo, e comprendevano anche due rotoli in pergamena con il “Libro di Ester” e le “Benedizioni prima delle feste”; tre libri a stampa di preghiere; una Bibbia completa in ebraico e in aramaico stampata a Londra nel 1840. Ma anche negli Archivi dello Stato e della Diocesi sono presenti importanti e rari frammenti ebraici variamente riutilizzati e impiegati. M.T.

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