Il cesenate Palazzo Oir è stato scelto dal Fai per le sue Giornate. Oggi e domani si può dunque visitare questo ex ospedale settecentesco, futuro Museo della Città e pinacoteca cittadina. La novità è lo spettacolo “Cassandra. Il diritto di parlare”, lavoro site-specific prodotto dal Fai e portato in scena dall’attore Giacomo Garaffoni, dall’artista visivo Michele Ambroni e dalla scenografa Sofia Rossi. L’allestimento si è avvalso della collaborazione di Annacarla Valeriano. Repliche sabato e domenica alle 15.30 e 16.30, e domenica anche alle 7 del mattino.

Il lavoro trae ispirazione dall’archivio fotografico e clinico dei reparti di psichiatria di inizio ’900; Garaffoni per il suo monologo coglie dal mito e dal testo “Cassandra” della tedesca Christa Wolf, per indagare la condizione delle donne “sbagliate” rinchiuse nei manicomi.

«Questa Cassandra – dice l’attore – si avvicina al mondo oscuro e violento delle donne internate nei reparti di psichiatria di inizio ’900. La maledizione di Cassandra, veggente condannata da Apollo a rimanere inascoltata, diventa per noi un percorso installativo e un monologo di condanna, per le centinaia di donne chiuse in manicomio anche solo per avere parlato troppo».

Gli artisti hanno colto dalle immagini allegate alle cartelle cliniche, gravate, dicono, da un’oscura importanza: «I principi in uso in quel particolare momento storico – sottolinea ancora Garaffoni – cercavano di riconoscere la devianza e la malattia mentale nei tratti fisici; nello sguardo, nell’asimmetria del volto, o in uno zigomo diverso dall’altro. Ma c’era pure una ragione sociale in tale valutazione, quella cioè di descrivere la devianza per renderla riconoscibile, dimensionata e controllabile. E ogni foto, abbinata a ogni nome, marchiava le persone internate, senza possibilità di ritorno, come malate, come maledette».

Lo spettatore attraversa un percorso sulla memoria che lo guida a un momento performativo sulla caduta di Troia dopo l’incendio, quale “caduta” verso ciò che è abbandonato.

Da ricordare che fino al 1954 Palazzo Oir ha svolto la funzione di ospedale femminile e per questa mise en espace è stato scelto il “cosiddetto piano delle zitelle”. Info: cesena@delegazionefai.fondoambiente.it

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