Giornata della memoria a San Marino, i Capitani Reggenti contro intolleranza e odio

SAN MARINO. «Il lascito di testimoni che stanno via via scomparendo impegna la collettività tutta a tener viva la memoria e a far sì che il ricordo possa stimolare conoscenza, riflessione e responsabilità».
È questo uno dei passaggi più significativi del lungo intervento dei Capitani Reggenti Luca Boschi e Mariella Mularoni in occasione della Giornata internazionale della memoria che si celebra oggi 27 gennaio.
«Oggi, a settantacinque anni dall’ingresso delle truppe sovietiche nel campo di sterminio di Auschwitz e a quindici anni dall’approvazione da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU della risoluzione che istituisce la ricorrenza, il mondo intero torna a confrontarsi con la Shoah», scrivono insieme i Capi di Stato.

«Per commemorare le tante vittime innocenti di una barbarie senza precedenti, per custodire e continuare a trasmettere alle generazioni a venire le testimonianze che i sopravvissuti hanno lasciato quale monito per il presente e per il futuro. Il lascito di testimoni che stanno via via scomparendo impegna la collettività tutta a tener viva la memoria e a far sì che il ricordo possa stimolare conoscenza, riflessione e responsabilità».
L’orrore della Shoah, «la ferita da essa aperta nella nostra cultura e nella nostra civiltà» sono e«sperienze fondanti del nostro presente, dell’impegno che, nel dopoguerra, ha animato gli Stati d’Europa e l’intera comunità internazionale per garantire il rispetto dei diritti e della dignità di ogni essere umano e per evitare che quanto già successo possa nuovamente accadere».

I Reggenti temono che il tempo possa avere in qualche modo affievolito la necessaria opera di stimolo che questa Giornata vuole intentivare: «Con il trascorrere del tempo, e tanto più in condizioni di diffusa incertezza, di inquietudine e di paura, c’è il rischio che le emozioni suscitate da questa giornata commemorativa cessino di essere stimolo a una conoscenza storica più approfondita, ad una consapevolezza che rappresenti un ineludibile punto di riferimento anche per il nostro agire presente, vanificando la lezione che si deve trarre da quella tragica esperienza».
Una consapevolezza che deve, pertanto, potersi tradurre in impegno «per contrastare l’antisemitismo e ogni forma di pregiudizio, di intolleranza e di discriminazione, un impegno a non restare indifferenti ogni qualvolta venga meno il rispetto nei confronti di un essere umano». I Capi di Stato specificano che è «compito delle istituzioni pubbliche e della scuola adoperarsi non solo per evitare che su una delle pagine più tragiche e buie del secolo scorso cada l’oblio, ma anche per concorrere a promuovere quel senso di individuale responsabilità morale che, di certo, rappresenta uno dei più potenti ed efficaci antidoti contro la diffusione dell’intolleranza e dell’odio».

Non solo. Va anche ricordato chi si è sacrificato. «E’ doveroso accanto al sacrificio di milioni di vittime innocenti, ricordare anche coloro che, in quei drammatici frangenti e mettendo a rischio la propria vita, seppero superare paure e difficoltà per offrire una possibilità di salvezza ad altre persone. Certi che il loro impegno possa contribuire a rafforzare una convivenza che abbia tra i suoi irrinunciabili capisaldi il rispetto della libertà e dei diritti umani fondamentali, esprimiamo apprezzamento e gratitudine a tutti coloro che si adoperano, in questa giornata, per promuovere anche in Repubblica momenti di conoscenza e di riflessione».

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