Giornalismo cooperativo in Romagna: lezione di libertà di pensiero

Il giornalismo ha un futuro? O finiremo anche in Europa e in Italia come in alcuni stati Usa dove non esistono più non solo la carta stampata ma neppure siti web che facciano informazione?

Cerca di rispondere a queste domande Percorsi di giornalismo cooperativo in Romagna (Edit Sapim, 2022, 128 pagine) curato da Emilio Gelosi con la consulenza dello storico Tito Menzani. Il libro è stato presentato ieri ai Musei San Domenico di Forlì per la “Settimana del buon vivere” ed è dedicato alla memoria di Gaetano Foggetti e Bruno Carioli, esponenti del movimento cooperativo che tanto hanno dato alla causa del pluralismo dell’informazione.

«Il volume nasce dai 25 anni di La Romagna Cooperativa – ricorda Emilio Gelosi – ma compie trent’anni anche la Cooperativa Editoriale Giornali Associati, anniversari importanti che fronteggiano la grave crisi del giornalismo, acutizzatasi nel 2021 ma in realtà decennale. Quindi abbiamo voluto indagare le tante sfaccettature del giornalismo cooperativo, dalla carta stampata come è il Corriere Romagna a quello online come la galassia di Romagna notizie o come Sunset che cura i documentari giornalistici».

E purtroppo questi anniversari convivono con due scomparse.

«Sì, quella di Gaetano Foggetti, noto per aver guidato la redazione forlivese del Corriere e per il suo lavoro nell’Ail, ma anche per la sua esperienza editoriale nella cooperativa L’Almanacco: un uomo raro per la sua capacità di fare squadra e per la sue campagne per la libertà d’informazione. E come lui, Bruno Carioli… un altro protagonista della cooperazione, nel nostro settore e non solo».

Lei parlava della crisi del giornalismo.

«Nella mia introduzione parlo infatti della presenza imperante ormai di “deserti informativi”. Il nostro invece è giornalismo di comunità, e il giornalismo cooperativo, molto diffuso in Romagna, è un bene comune, capace di garantire la libertà di informazione».

Ma non fa paura il web?

«Giornalismo è un metodo per affrontare i fatti in maniera oggettiva, e con i suoi propri strumenti, che generano confronto. Il citizen journalism è fallito e anche i blog sono giocattoli ormai rotti, perché per far sapere cosa accade nelle stanze del potere occorrono giornalisti che facciano informazione e non propaganda. Il giornalismo infatti è ricerca, e se i floppy disk ormai non si leggono più, le fonti scritte sono lì, stabili, strumento di indagine, e quindi di libertà. E il giornalismo cooperativo garantisce i principi di autodeterminazione, di democrazia, anche nei termini delle decisioni editoriali: in una parola, garantisce la libertà del pensiero».

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