Ginnastica artistica, Riccione rilancia e punta alla A1

In meno di tre anni dalla serie C all’A1 è possibile? Sì, o almeno è quello che sogna la Ginnastica Riccione. Promossa nel 2019, promossa nel 2020, un anno di apprendistato nel 2021 e ora cercherà il grande salto nell’elite dell’artistica femminile nazionale. Lo fa con la passione della società, la competenza dei tecnici, la crescita delle ginnaste, un gruppo impreziosito quest’anno dall’arrivo dell’ucraina Daniela Batrona che in allenamento ha dato subito un assaggio delle sue notevoli qualità.

Da sabato 12 febbraio al PalaRossini di Ancona comincia la caccia alla serie A1 (le altre due tappe saranno Torino e Napoli) e oltre a Batrona, il team riccionese può schierare l’altro neo-acquisto Francesca Noemi Linari, quindi Sara Camba, Sofia Solari, Caterina Cereghetti, Adriana Poesio, Aurora Pilolla e Ilaria Finassi, con la loro ex compagna, Martina Becherucci, passata al ruolo di team manager.

La formula

Sarà la solita A2 a dodici squadre, tre tappe (ma conteranno i risultati di due su tre), le prime due classificate saranno promosse in A1, dalla terza alla quinta spareggio secco a Napoli e la vincente sarà promossa, la salvezza se la guadagnano le squadre dal sesto al nono posto e le ultime tre retrocedono in B.

Le ambizioni

Nella presentazione ufficiale del team avvenuta ieri a Riccione, il primo a parlare esplicitamente di A1 è stato il tecnico Amenta e il presidente Francesco Poesio, seppure più diplomaticamente, non si nasconde. «Abbiamo le potenzialità per provarci, partiamo per entrare nelle prime cinque, tanto meglio se saremo più in alto. Ce la giocheremo con due, tre società (tra le favorite la Renato Serra Cesena, ndr), senza dimenticare la situazione di estrema incertezza che stiamo vivendo».

Lo staff tecnico della Ginnastica Riccione ha confermato i progressi sul piano tecnico, fisico e anche caratteriale delle atlete e Poesio ha concluso la giornata ringraziando il vice-presidente Barbara Lussignoli soprattutto per aver portato a termine positivamente l’operazione-Batrona. «Non è stato certo facile l’ingaggio di Daniela, dovevamo operare in tempi strettissimi (dopo l’infortunio di Bachynska, ndr) e la burocrazia, soprattutto per una minorenne, presentava diversi ostacoli da superare».

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