Giardiniere morto a Cervia: la manutenzione era inesistente

Una manutenzione praticamente inesistente. Non solo relativamente alla piattaforma che il 18 febbraio scorso si spezzò, facendo precipitare da un’altezza di 8/10 metri Pierantonio Ferraresi, uccidendolo sul colpo. Anche su altri quattro mezzi della Deltambiente, l’azienda ravennate sotto contratto con il Comune di Cervia per la potatura dei pini per la quale lavorava il 44enne di Comacchio deceduto nel tragico infortunio sul lavoro di via Cupa, sono state riscontrate gravi mancanze dal punto di vista della sicurezza. Per questo motivo la Procura ha chiesto l’interdizione dall’esercizio dell’attività d’impresa per l’allora legale rappresentante della ditta, attualmente indagato per omicidio colposo.

Pierantonio Ferraresi

La consulenza choc

Il decreto firmato dal giudice per le indagini preliminari Sabrina Bosi tiene conto dell’esito sconcertante della consulenza meccanica affidata dal sostituto procuratore Angela Scorza, titolare del fascicolo, all’ingegnere Carlo Farina, per fare luce sulle cause portarono alla rottura del braccio portante che sorreggeva il cestello sul quale Ferraresi stava lavorando. Vengono ravvisate importanti omissioni sui 5 veicoli del parco mezzi dell’azienda posti sotto sequestro dai carabinieri della Compagnia di Cervia-Milano Marittima e dalla Medicina del Lavoro subito dopo l’infortunio. Tra queste, alcune sarebbero eclatanti, concentrate in maggior misura sul furgone dotato di sollevatore, al centro dell’inchiesta. Il consulente avrebbe individuato fessurazioni nelle componenti di ferro, arrugginite su più lati. Sono riscontri che vanno nella direzione delle iniziali ipotesi formulate dagli inquirenti sulle cause della rottura del braccio portante: quelle cioè di una crepa, via via ingranditasi fino a portare al cedimento quando il peso del cestello sul quale si trovava il giardiniere si è spostato dall’asse del mezzo.


L’indagato si è dimesso


Nel complesso si tratta di lacune giudicate che hanno portato la Procura a contestare una colpa grave in capo all’ormai ex dirigente. La misura cautelare gli è stata notificata in questi giorni e prevede la sospensione dell’esercizio di legale rappresentante. In realtà, dal maggio scorso, il responsabile non è più al vertice dell’azienda, motivo per cui la Deltambiente risulta tuttora operativa con gli appalti ancora in essere. Per l’indagato (difeso dagli avvocati Claudio Cicognani e Michele Dell’Edera) si attende ora l’interrogatorio di garanzia, durante il quale potrà entrare nel merito degli ultimi risvolti emersi nel corso delle indagini.

 

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui