Adriano Celentano e Gianni Morandi grandi amici. Tra i tanti auguri per l’83° compleanno del molleggiato, che ricorreva il 6 gennaio, non poteva mancare l’omaggio dell’eterno ragazzo di Monghidoro. Sui suoi social, sui quali è sempre molto attivo, Gianni, classe 1944, ricordava che la cornice del loro primo incontro fu piazza Matteotti, a Bellaria Igea Marina, nel lontano 1962. «Per me eri un idolo – racconta – e al momento della presentazione mi tremavano le gambe per l’emozione».

Ma Celentano, pur essendo un “astro nascente”, non si atteggiò a divo. Volle subito ascoltare al juke box il primo successo di quel ragazzino, “Andavo a 100 all’ora”. Così entrano nella sala giochi “Il cristallo” che si trovava dove ora sorge la Coop, che era gestita dal primo impresario di Morandi. Il resto è storia. Adriano lo vorrebbe nel Clan, ma lui ha già firmato un contratto per la Rca. Resta la stima e un’amicizia più forte del tempo.

Come il legame con la Romagna. Che parte da lontano. Gianni prendeva la corriera da Monghidoro per andare a Bologna in via delle Lame, a lezione di canto da Alda Scaglioni. Appena 13enne entra così nel complessino della maestra e con i calzoni corti si ritrova nella città di Panzini «tra spiaggia e serate, con le prime fans e i primi inviti».

Con lo stesso amore frequenta spesso Riccione. E poi e poi, quando si dice il destino… Un arbitro di pugilato, il signor Lionetti, lo vede «cantare in un caffè-concerto a Bellaria, nei primi anni ’60 ed è incuriosito – ricorda Gianni – non dalla voce, ma dalla lunghezza di braccia e mani…». Perciò lo porta in una palestra e lo mette davanti al sacco ad allenarsi. Peccato che non scatti nessuna scintilla. “La mia passione – dirà il cantante col senno di poi – era solo cantare e non mi andava certo di prendere pugni in faccia!».

Ma è proprio Lionetti, un po’ di tempo dopo, che riesce a procurargli «un provino alla nota casa discografica di Roma, dove aveva delle conoscenze. La vita è veramente strana – nota ancora Gianni – attraverso il pugilato arrivai alla musica». E nel 1962 la consacrazione arriva dove ormai passa le vacanze da giugno a settembre, a Bellaria col “Festival voci nuove di tutta l’Italia”, organizzato da Otello (Mario) Ottaviani, con il patrocinio dell’Azienda autonoma di soggiorno, per scoprire e lanciare talenti musicali. Sulla scia di Castrocaro, l’evento si svolgeva ogni anno ad aprile o maggio. I protagonisti? Da Mia Martini a Ivan Graziani. Mentre sul palco si alternavano conduttori del calibro di Daniele Piombi, Vittorio Salvetti e Corrado.

Ma Bellaria per Morandi non è solo musica. È la terra dove prova il primo batticuore per Raffaella Carrà, scusate se è poco. «Eravamo tutti intorno a te, la più bella e la più simpatica – ricorda – ma tu non ci filavi per niente». Ed è la terra dove trova due grandi amici, rimasti tali negli alti e bassi della vita ed a cui è legato tuttora. In città sono loro a difendere a spada tratta la riservatezza di questo legame fraterno, facendogli quadrato intorno. «Avevamo 16 anni – ammette il Gianni nazionale – scapestrati e spensierati, sempre insieme, poche lire in tasca, il mare, la spiaggia, la notte. Non tornavamo mai a casa, ci rubavamo le ragazze, ci sentivamo invincibili, volevamo spaccare il mondo».

L’ultimo avvistamento sicuro del cantante risale al 2016. Ed alla domanda di Corrado Stievano, uno dei suoi maggiori fan romagnoli: «Hai trovato Bellaria cambiata ?», Gianni, indicando i compagni di tante avventure, rispose con quel suo inconfondibile sorriso: «Sempre uguale e sempre giovane. Come noi del resto».

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