Già sepolto in Brasile il 64enne di Cesena assassinato

Non tornerà in Romagna la salma di Gabriele Gigli: il cesenate ucciso in Brasile nell’ambito di quello che le indagini in corso indicano come potenzialmente un omicidio a scopo di rapina.

Sono stati infatti già completati i rilievi necroscopici utili a circoscrivere le lesioni mortali e l’uomo è già stato sepolto. La salma non rientrerà in Italia così, ed in caso di sviluppi nell’indagine saranno avvisati dalle autorità, tramite la Farnesina, direttamente la figlia 32enne, che vive lungo l’asse centrale della via Emilia, o la sorella anche lei residente a Cesena ed anche l’ex moglie (residente a Gattolino) dalla quale si era separato prima di decidere di lasciate il Bel Paese per vivere la sua pensione in Brasile.

Gigli, che tanti coetanei ricordano come in gioventù sia stato un esterno sinistro della squadra del San Rocco che militava nel campionato di calcio del Csi, aveva da sempre lavorato nel mondo di bar e ristoranti. Fu lui oltre 30 anni fa a rivitalizzare l’allora “Bar tabacchi del Ponte Vecchio”, attrezzando un giardino alle sue spalle (lungo la pare finale di via Canonico Lugaresi) da dedicare agli aperitivi pomeridiani: all’epoca uno spazio simile era una novità assoluta per Cesena in un esercizio che nel tempo avrebbe poi cambiato nominativo e gestione in maniera plurima (il nome più ricordato a Cesena di quel luogo è “Il covo dei pirati”). Tra i locali gestiti c’è stato anche il fu Bar Firenze di via Savio. Gigli, che poi era stato cameriere per tanti ristoranti (i più lo ricordano al lavoro da “La Cerina” a San Vittore) pur essendosi trasferito in Brasile aveva ancora la residenza ufficiale in via Roversano a Cesena.

Un paio di anni fa aveva deciso di cambiare vita trasferendosi da Cesena in Brasile. Ma, come spiegato anche nell’edizione di ieri, venerdì mattina la Polìcia Civil lo ha trovato morto ammazzato nel giardino accanto alla sua casa nella località di Itaùnas, nello stato di Espirito Santo.

L’autopsia svolta ha confermato come sul cadavere del 64enne vi fossero segni di violenza: sembra che possano essere stati causati da pietrate o da un unico colpo di pietra assetato però in maniera fatale. Gli investigatori brasiliani stanno battendo la pista della rapina. Ma per ora non possono nemmeno escludere che questa sia avvenuta in seguito ad una lite. Scaturita tra l’assassino ed il 64enne che si era magari accorto di come lo volessero derubare.

Sono state anche già fermate persone sospettate ma al momento della chiusura di questa edizione del Corriere non risulta siano state mosse accuse specifiche ad alcuno tra gli identificati.

Il luogo dove si è consumato l’omicidio è una località turistica fuori dalle rotte più battute dai vacanzieri, ma che viene considerato un piccolo paradiso. Si trova nei dintorni di Conceição da Barra, cittadina di quasi 30 mila abitanti. Una spiaggia magnifica, con dune alte fino a 20 metri che sono la principale attrazione dell’area costiera.

Gabriele Gigli aveva deciso di lasciare la propria città d’origine circa due anni fa, dopo la morte del padre. Aveva venduto casa e raggiunta l’età pensionabile con quei soldi della casa, uniti a quelli della pensione, aveva preso casa e avviato una micro attività (sempre legata alla somministrazione) in quel luoghi esotici.

Chi lo ha conosciuto lo descrive come uno «spirito libero, un po’ irrequieto e tormentato», mettendo l’accento sul fatto che aveva «idee e uno stile di vita alternativi» e riferisce che «era sempre un po’ in guerra con la vita e col mondo». Anche per questo dall’Italia chi lo conosceva bene sostiene come sia plausibile che possa aver lottato con chiunque gli abbia teso l’agguato sotto casa per derubarlo. Agguato risultato poi fatale.

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