Gessica Notaro incanta Sanremo, poi il duro attacco a Junior Cally

RIMINI. Gessica Notaro con un brano contro la violenza sulle donne e la successiva polemica con Junior Cally; l’«inno» di Fadi alla Romagna e al Sangiovese. C’è molto di Rimini e si fa notare nella prima serata del Festival di Sanremo 2020.

Gessica protagonista

Fra i tanti ospiti della giornata di esordio, Gessica Notaro si guadagna un posto di primo piano. Porta a Sanremo insieme ad Antonio Maggio il brano La faccia e il cuore (come ospite, non in gara).
Perché la scelta di invitare proprio la ragazza riminese lo spiega il conduttore Amadeus. «Ho detto dall’inizio che avrei voluto dedicare il Festival alle donne, tante donne, ognuna con la propria storia, leggera o drammatica. Poco più di tre anni fa c’è stato un fatto di cronaca che ha turbato tutti noi: una ragazza di 28 anni, Gessica Notaro, ha subito l’aggressione da parte del suo ex fidanzato che le ha gettato dell’acido in faccia. É il gesto più vigliacco che si possa fare. Lei, che ha una grande forza e un grande talento, non si è arresa: amava cantare, ha dovuto smettere per un po’ di tempo, ma poi ha ricominciato. Quando ho sentito questa canzone bellissima, ho subito voluto che Gessica e Antonio venissero qui e che questo brano fosse un manifesto contro la violenza sulle donne, condiviso da tutti noi».


Antonio Maggio, vincitore di Sanremo giovani nel 2013, racconta come è nato il pezzo: «La storia di questa pezzo dà un valore importante all’amicizia. L’amicizia che mi lega a Gessica, che ho conosciuto sul set di un mio videoclip prima che le accadesse tutto quello che sappiamo, e l’amicizia con Ermal Meta con il quale abbiamo scritto la canzone. Un giorno io e lei ci siamo incontrati e abbiamo deciso di provare a raccontare con una canzone la sua storia, che è anche la storia di tantissime donne che subiscono quotidianamente delle violenze».


Quando partono le prime note entra in scena Gessica: un duetto forte, emozionante, con un testo che arriva dritto agli spettatori in sala e a casa. E strappa tanti applausi. Poi un abbraccio con Maggio e uno splendido bouquet di fiori. La soubrette riminese dice solo pochissime parole: «Che onore», prima che Amadeus la coinvolga nel presentare il successivo cantante in gara, Raphael Gualazzi: un compito in cui la Notaro se la cava decisamente bene. Il presentatore chiude con un appello: «Ascoltate questa canzone, è un modo per combattere la violenza sulle donne».

La maschera e le polemiche

Ma se sul palco del Festival Gessica ha parlato il minimo indispensabile, il giorno dopo, nel corso di una conferenza stampa, ha aggiunto molte cose. Soprattutto sul caso Junior Cally, il rapper finito nell’occhio del ciclone per i suoi testi di incitamento alla violenza sulle donne, che ieri sera si è esibito all’Ariston. «Ho ricevuto tantissimi messaggi sui social su Junior Cally – ha detto Gessica –. In tanti giustamente mi hanno chiesto perché non ho preso posizione: l’ho fatto per non alimentare la polemica, perché abbiamo pensato che portare un messaggio forte come il nostro fosse già una risposta molto significativa. Alla fine, però, io e Junior Cally una cosa in comune ce l’abbiamo: entrambi indossiamo una maschera. Lui per fare show e per idolatrare la violenza. Io per rimediare ai danni della violenza subita».


La soubrette riminese ha parlato anche dell’amore: «Perché non dovrei crederci più? L’amore porta solo cose belle». E sulla canzone scritta con Antonio Maggio: «È nata come esigenza di portare un messaggio su un palco come quello dell’Ariston. Non ho pensato a una futura carriera discografica. Questa canzone racconta la mia storia e quella di tante donne. Abbiamo voluto essere la voce di chi ci guarda da casa, è intrappolato in situazioni difficili e non trova il coraggio di reagire».

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