Geotermia a Bagno, secondo aumento dell’anno in bolletta

Anche con l’energia alternativa i costi del riscaldamento aumentano. È il caso delle bollette di Bagno di Romagna relative agli impianti di riscaldamento allacciati alla rete della geotermia, che porta il calore in case ed edifici attraverso la messa in circolazione di acqua calda.

I costi aumentano anche perché il calore dell’acqua calda che proviene dal sottosuolo ha bisogno di essere incrementato e sostenuto, con utilizzo di energia elettrica e di gas. E la stessa centrale integrativa alimentata a cippato, in funzione da qualche anno, ha i suoi costi.

I costi di gestione dell’impianto di teleriscaldamento sono diventati insostenibili e la società Soggetel ha chiesto al Comune adeguamenti eccezionali delle tariffe all’utenza. La convenzione in vigore consente degli adeguamenti tariffari annui legati all’indice Istat sull’aumento dei prezzi. A inizio 2022 Soggetel ha comunicato le tariffe di vendita calore aggiornate all’indice Istat, pari a 0,132 euro per kwh per le utenze private e euro per kwh per le utenze pubbliche. Ma subito dopo, in data 16 marzo, scrive il Comune, «in conseguenza del forte aumento dei costi di gas metano ed energia elettrica, ha chiesto l’autorizzazione ad applicare, per l’anno 2022, un aumento tariffario del 20,05% nonché la destinazione del canone concessorio (15.000 euro da versare annualmente al Comune, ndr) a parziale calmierazione dell’aumento».

Lo scorso 11 ottobre poi, «in ragione dell’imprevisto, imprevedibile ed elevatissimo aumento dei costi per l’acquisto di gas metano ed energia elettrica, comportante una situazione di assoluta insostenibilità economica dell’intero servizio di teleriscaldamento, non riconducibile all’alea di rischio operativo assunto dal concessionario col contratto, Soggetel ha chiesto all’Amministrazione comunale l’approvazione di un ulteriore aggiornamento delle tariffe in 0,185 euro per kwh per le utenze private e 0,179 euro per kwh per le pubbliche, onde ripristinare le condizioni economico/finanziarie della concessione».

La giunta ha riconosciuto che si sta verificando una «situazione di oggettiva eccezionalità» non prevista all’interno del contratto e che occorre scongiurare «il rischio di una interruzione forzata del servizio». Si andrà alla sottoscrizione di una appendice al contratto prevedendo le modalità di intervento da adottare in caso si presentino situazioni di carattere eccezionale, come l’attuale conflitto tra Russia e Ucraina con le sue conseguenze sui costi energetici. Nel frattempo, nella attuale fase di rinnovo dei contratti annuali tra concessionario e utenti, occorre un intervento immediato. L’Amministrazione «ha deciso di rinunciare per il 2022 alla riscossione del canone con l’intento di contenere l’aumento tariffario conseguente all’attuale crisi energetica, e di autorizzare, in via temporanea, sino al 07 aprile 2023, l’incremento delle tariffe nella misura richiesta dal concessionario», con una verifica a fine stagione invernale 2022-2023 dell’andamento dei costi energetici ed eventuale conguaglio, in negativo o in positivo.

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