Imola, genitori morti in ospedale, denuncia l’Ausl per omicidio colposo

«Mio padre e mia madre sono stati trucidati dalla sanità e dalla legge». Non usa mezzi termini Anna Monti nel raccontare la vicenda che l’ha spinta a denunciare l’Azienda Usl di Imola per omicidio colposo plurimo, secondo l’ipotesi di reato valutata dall’avvocato Carlo Taormina che ha depositato la denuncia a metà giugno.

«A seguito di uno scompenso cardiaco, mio padre è stato ricoverato all’ospedale, nel reparto di geriatria, il 13 marzo – comincia Anna –. Al secondo tampone molecolare, dopo due giorni, è risultato positivo al coronavirus allo 0,01% ed è stato trasferito in un reparto Covid. Ed è rimasto lì fino a quando non è deceduto, il 28 marzo. Aveva 88 anni».

Prima della positività al coronavirus, «avevamo chiesto alla direzione sanitaria di trasferire mio padre a Villa Maria a Cotignola – aggiunge –, però non ci è stata data questa possibilità».

Dopo la morte del padre, «abbiamo cercato di tenere nascosta questa cosa a mia madre, raccontandole che era ricoverato per accertamenti – continua –, ma quando stai assieme a una persona da sessant’anni certe cose le capisci immediatamente. E lei, 84 anni, non ha retto. Da quel momento si è lasciata andare, ha smesso di mangiare, ha perso peso, ha avuto un ictus e ha perso la parola».

Il 3 aprile Anna chiama l’ambulanza: «Fin da subito, i sanitari hanno sostenuto che avesse il Covid – sottolinea –, però non era vero. E’ stata ricoverata, infatti, in Medicina d’urgenza. Al terzo tampone molecolare, dopo tre giorni, è risultata positiva al coronavirus allo 0,01% ed è stata trasferita in un reparto Covid. Il 7, pur a fronte di un tampone negativo, hanno comunque cominciato a parlare di una sospetta polmonite bilaterale interstiziale».

Per mantenersi aggiornata sulle sue condizioni di salute, «ho telefonato tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, fino al 16 – prosegue –. Il 19 mi hanno detto che era morta la domenica, sostenendo anche che non avevo risposto al telefono e che avevano allertato le Forze dell’ordine per comunicarmi la notizia. Conoscendo persone che lavorano sia nella Polizia che nei Carabinieri, mi sono informata e mi hanno risposto che nessuno li aveva avvisati».

Le brutte sorprese non finiscono qua: «Quando le onoranze funebri hanno telefonato in ospedale per recuperare la salma di mia madre, si sono sentiti rispondere che era morta prima di domenica – conclude – e che la salma si trovava nella camera mortuaria già il venerdì pomeriggio alle 16».

Anna si sfoga: «Mio padre e mia madre non avevano il coronavirus – attacca –. E non sono comunque mai stati curati per il Covid, ma esclusivamente con la morfina. Uno schiaffo per un ex finanziere e per un’ex infermiera del reparto di neonatologia, che avevano fatto del rispetto delle regole il fulcro della loro vita».

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