Il “Gender project” della fotografa riminese Veronique Charlotte

RIMINI. Veronica Urbini, in arte Veronique Charlotte, sta mettendo in pratica un progetto ambizioso. La fotografa, artista visiva e body performer riminese sta girando il mondo, partendo dalla Londra in cui vive, per un lavoro di fotografia sociale dal titolo “Gender project”.

Il primo step (“Gender London”) si è tenuto nella capitale britannica lo scorso settembre e adesso Veronica è in Italia, tra la sua Rimini e Milano (dove si terrà la tappa italiana dell’esposizione). L’obiettivo è l’esplorazione dell’identità, oggi sempre più fluida e mutevole, per ricercare ed evidenziare i tratti che ci rendono tutti uguali pur in Paesi diversi.

Alla fine, dopo due-tre anni di lavoro che si svolgerà in otto paesi e dieci tappe, Veronica avrà realizzato quei circa mille ritratti – che parlano della relazione tra l’identità, lo stato sociale e il Paese da cui si viene e dove si vive – che sono il traguardo finale del progetto.

Per raggiungere il quale ha lanciato anche un crowdfunding, una raccolta fondi alla quale si può partecipare, a questo indirizzo web: www.gofundme.com/f/gender-project- 2020.

A Rimini Veronica si è fermata qualche giorno, scattando nella propria abitazione (mentre a Milano utilizzerà lo studio di Settimio Benedusi), per realizzare le immagini della tappa “Gender Italy” e si è detta molto soddisfatta di come è andato il lavoro “a casa”: «Ho avuto una bella risposta, non me lo sarei aspettata. L’avevamo preparata un mese fa e credo che non avrò difficoltà a realizzare i cento ritratti che mi occorrono per la tappa italiana, e che saranno esposti a Milano. Poi andrò in India, a Berlino e anche a New York. Ma intanto mi concentro sull’evento di Milano che si terrà in giugno all’interno del Salone del Mobile: faremo un evento da Formidabile Lambrate, uno spazio creativo gestito da Fabio Lucarelli, fratello della giornalista Selvaggia».

«Quando scatto – aggiunge Veronica – mi impegno a che le immagini raccontino la storia dei soggetti, in uno scambio molto personale che abbiamo. Sarà realizzato anche un video documentario sulle discussioni fatte tra fotografa e fotografati, ma non so se lo pubblicherò, è una cosa molto personale. Alla fine intendo fare più di un libro su questa esperienza che durerà anni».

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