Appassionato ricercatore ricostruisce lo stemma dell’ingegnere militare Battista Antonelli. Partendo da un’immagine scolorita è riuscito a ricreare lo stemma mancante.
Gatteo, da una lettera del 1593 riemerge lo stemma perduto degli Antonelli
Costruttori di fortezze
Gli Antonelli sono una famiglia di architetti militari originaria di Gatteo al servizio dei Re di Spagna. Grazie a sette di loro, e durante quasi due secoli, si deve la realizzazione di tante fortezze portuali realizzate dagli spagnoli nel Nuovo Mondo, tra cui opere nei Caraibi, a Cuba, Venezuela, Honduras, Colombia, Panama, oltre che Spagna e Marocco. Le loro opere sono oggi “Patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco e tra le opere architettoniche più affascinanti, costruite a cavallo tra il ’500 e ’600 per difendere dai pirati i porti, lungo soprattutto le coste dei Caraibi. Ancora oggi le fortezze sono connaturate al paesaggio latino americano e sono gioielli di ingegneria.
Architetti originari di Gatteo
Battista Antonelli nacque a Gatteo nel 1547 e morì a Madrid nel 1616, era figlio di Giovan Battista nato a sua volta Gatteo nel 1527 e primo architetto militare.
Nel 1570 Battista entrò al servizio di Filippo II di Spagna come ingegnere, lavorando con suo fratello maggiore Giovanni Battista (Juan Bautista) in progetti a Orano (Algeria) e in Spagna. Nel 1581, il re di Spagna incaricò Battista Antonelli della costruzione di una fortezza lungo lo Stretto di Magellano. Nel 1586 costruì le fortificazioni della città di Cartagena de Indias in Colombia. Utilizzando la tecnologia militare più moderna dell’epoca, progettò le difese della città, il Castello di San Felipe de Barajas, il Forte di San Sebastián de Pastelillo e il Forte di San Fernando. A Cuba e all’Avana progettò altre fortificazioni. Molte di queste strutture sono oggi “Patrimonio culturale dell’umanità dell’Unesco”.
L’ultima scoperta
Claudio Babuscio da quindici anni si dedica a ricerche sugli ingegneri militari Antonelli di Gatteo e ora è riuscito a ricreare lo stemma di uno di loro che mancava.
«Lo stemma di Battista Antonelli non c’era in nessuno dei suoi scritti consultabili – afferma il ricercatore – però in una lettera del 1593 si vede uno stemma poco leggibile. Per recuperarlo bisognava ingrandire la pagina e crearne il disegno. Quello stemma, infatti, veniva messo sulle buste delle lettere che inviava al Re di Spagna. Battista Antonelli si trovava in quel periodo a Cuba e tutta la documentazione poteva emergere solo negli archivi in Spagna. In una lettera ho intravisto lo stemma di Battista, e mi sono fatto mandare la pagina. E’ stato un colpo di fortuna. Un mio amico di Perugia, Luca Tarpani, esperto di modelli per barche e ottimo disegnatore, si è messo al lavoro e poi confrontando le sue bozze e le mie conoscenze siamo arrivati a disegnare lo stemma. Ora lo si può trovare, anche sotto forma di timbro – conclude Claudio Babuscio – nella sede dedicata agli Antonelli, all’interno dei locali presi in affitto a Gatteo dentro le mura del castello malatestiano. Le visite sono possibili solo su appuntamento».