Gatteo, uno studioso scova un antico stemma comunale

Dal passato riemerge, inaspettato, lo storico stemma di Gatteo. Merito del ricercatore Giulio Zamagni, che lo ha scovato mentre stava inseguendo le insegne araldiche degli ingegneri militari Antonelli. L’esperto di araldica ha ricostruito con grande tenacia gli stemmi degli illustri gatteesi e, con grande sorpresa sua e di tutti, ne ha trovato uno storico di Gatteo, di cui nessuno ipotizzava l’esistenza. Stava cercando insegne araldiche degli ingegneri Antonelli, che da Gatteo fortificarono mezzo mondo per conto della Corona spagnola, quando ha fatto questa scoperta, che sarà svelata la sera del 1° dicembre, alla biblioteca “Ceccarelli”, in occasione della presentazione di un libro che ha pubblicato con la casa editrice “Sicograf” di Cesena.

I progettisti di fortezze

La saga familiare degli Antonelli, architetti e ingegneri militari, è stata studiata in Spagna e nei Paesi dell’America Latina, dove hanno operato, ma poco in Italia. Qui solo alla fine del secolo scorso si è venuti a conoscenza dell’esistenza di questa dinastia, che comprendeva ben sette ingegneri militari che operarono nell’Impero spagnolo nell’arco di circa un secolo, dal 1559 al 1649. Per fortuna, il capitano Giovan Battista Antonelli, era citato in un manoscritto dell’Ottocento conservato nella parrocchia di San Lorenzo di Gatteo, che attribuiva un lascito ereditario di una grossa somma ai poveri di Gatteo per la costituzione di un “Monte Frumentario”, che esisteva un tempo all’interno del castello di Gatteo. Quel documento ha messo gli studiosi locali sulla pista giusta.

Il lavoro araldico

Ora Giulio Zamagni ha ricostruito l’araldica di «questi illustri antenati, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, di cui possiamo essere fieri, visto che ben sette delle loro opere sono state inserite dall’Unesco nella lista dei siti “Patrimonio mondiale dell’umanità”. Di Giovanni Battista Antonelli, nato a Gatteo nel 1527 e morto a Toledo nel 1588, dopo due decenni di infruttuose ricerche, finalmente ho rinvenuto l’impronta del sigillo impresso su ceralacca rossa». In quello stemma ci sono due felini rampanti che offrono un vaso ad una stella, che rappresenta Maria: «L’impronta sigillare l’ho rintracciata a Madrid – informa ancora il ricercatore gatteese – Era su una lettera spedita da Giovanni Battista nel gennaio 1564 al Duca di Alba 14 da Mazalquivir, città fortificata sulla costa algerina. Nello stemma non c’è un gatto ma una lonza, pur sempre un felino dalla pelle maculata, simbolo di coraggio e di fierezza ma anche di genio e gentilezza».

La scoperta

Nel corso della ricerca recente presso la sede dell’Archivio di Stato di Forlì, è poi spuntata un’altra sorpresa: «Ho trovato il sigillo di Gatteo utilizzato intorno alla metà del XVI secolo dal vicario Valentino Ottaviani. È del tutto inedito e sconosciuto e dimostra come lo stemma comunale oggi utilizzato ne aveva uno diverso e precedente». Quel sigillo potrebbe aver ispirato quello degli Antonelli, visto che in quegli anni il giovane Giovanni Battista Antonelli si apprestava a iniziare l’avventura al servizio dei re di Spagna. «Lo stemma comunale oggi in uso – conferma Zamagni – è quello creato e utilizzato dal 1819, con il gatto seduto con alcune cose. Invece quello precedente raffigura un bel gatto rampante, stilisticamente affine ai due felini scolpiti nel sigillo antonelliano».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui